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Miracolo di David LaChapelle a Milano

| 13 Maggio 2022 | CULTURA

Si definisce un miracolato David LaChapelle. All’alba dei suoi 60 anni, questo fotografo statunitense di fama internazionale arriva finalmente a Milano con una mostra personale che irradia le sale del Mudec. Al Museo delle Culture difatti, fino all’11 settembre prossimo, sarà possibile visitare “I Believe in Miracles“, l’omaggio del capoluogo lombardo al grande fotografo.

Come raccontato all’inizio della mostra, LaChapelle vide a metà anni ’80 morire il suo compagno ucciso dal virus dell’Hiv. Da qui il titolo della personale. I miracoli sono anche presenti sui mastodontici scatti del talento statunitense. Non solo per la sua innegabile maestria, ma anche per i tanti soggetti religiosi.

La sua celebre Pietà vede una Courtney Love in versione Madonna (nel senso della Vergine Maria) sorreggere il corpo morto del suo compagno Kurt Cobain, come fosse il Cristo appena deposto dalla croce. La sua Ultima Cena yankee ha per protagonista un Gesù più modello di Dolce & Gabbana che profeta di Palestina, attorniato da apostoli in versione rapper.

LaChapelle da decenni provoca per suscitare emozioni allo spettatore. Chiaramente siamo di fronte a un fotografo divisivo, che riceve apprezzamenti e premi internazionali ma anche critiche. è però un artista che sa colpire al cuore di tante contraddizioni della società dei consumi. La tecnologia è osservata con attenzione e plasmata in scatti che sono delle vere e proprie opere d’arte.

Nei suoi scatti troviamo scenari apocalittici con chiese inondate, donne obese sotto teca come fossero prodotti alimentari, aerei che rilasciano fumi colorati e radiografie di case da cui possiamo scorgere i vizi e le virtù dei cittadini-consumatori dei nostri giorni.

Nell’arte di LaChapelle abbondano i nudi. Di ogni tipo: da giovani uomini e donne dai corpi degni di una statua greca, fino ad anziani dai corpi sfatti o orrendamente ritoccati dalla chirurgia estetica.

Atri soggetti sono le star. Tanti giganti della musica e del cinema hanno prestato il loro corpo al fotografo. Al Mudec sono presenti gli scatti con David Bowie, Madonna, Tupac, Britney Spears, Lizzo. Anche il suo maestro Andy Warhol è stato “abusato” dall’allievo LaChapelle, con una trasposizione degradante di alcuni suoi capolavori.

La fotografia di LaChapelle non piace agli amanti dello scatto immediato. I suoi lavori hanno un lunghissimo percorso di preparazione. Come nel diluvio universale che travolge un’immaginaria Las Vegas. Un lavoro eseguito con dovizia, curando luci, posizioni, colori e dettagli che si possono scorgere solo ammirando con dovuta calma le sue immense diapositive.

“I Believe in Miracles” offre spunti riflessivi sul presente con un occhio rivolto al futuro. Uscendo dalle sale del Mudec, pur credendo ai miracoli come LaChapelle, resta un amaro in bocca che sa di pessimismo. Il futuro che si delinea dalle sue fotografie non promette grandi speranze; ma credere ai miracoli come fa lui può essere d’aiuto.

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