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Elezioni francesi: Macron in vantaggio su Le Pen

Il presidente francese è dato intorno al 28,5%, mentre la sfidante intorno al 24,2%.
| 11 Aprile 2022 | EUROPA

La Francia oggi è andata al voto per le elezioni presidenziali. I seggi, per i 48,7 milioni di elettori, sono stati aperti fino alle 19 in gran parte del Paese, mentre hanno chiuso alle 20 nelle grandi città fra le quali Parigi. Si delinea un ballottaggio, che si terrà il 24 aprile, e tutto lascia presupporre che i due contendenti che si giocheranno l’Eliseo saranno di nuovo Emmanuel Macron e Marine Le Pen, come 5 anni fa. I due  sarebbero testa a testa al primo turno. Secondo un sondaggio all’uscita dai seggi, pubblicato poco fa da La Libre Belgique, Macron avrebbeil 24,7%, mentre Le Pen il 23,5%. Terzo Jean-Luc Melenchon, intorno al 19%. I primi exit polli francesi saranno diffusi solo a chiusura delle urne, alle 20.

Alle 12 l’affluenza era di 3 punti inferiore a quanto registrato nel 2017 e si attestava al 25,48%. Alle ore 17 la percentuale è poi salita al 65%, in calo comunque di 4,4 punti rispetto a 5 anni fa.

Tra i quasi 49 milioni di elettori, circa un milione e mezzo sono residenti all’estero. Se nessuno dei candidati otterrà la maggioranza assoluta – 50% più uno degli aventi diritto – i due candidati maggiormente votati accederanno al secondo turno, in programma domenica 24 aprile. Sono in corsa dodici candidati: Emmanuel Macron, Marine Le Pen, Eric Zemmour, Valerie Pecresse, Jean Luc Melenchon, Anne Hidalgo, Yannick Jadot, Philippe Poutou, Fabien Roussel, Nathalie Arthaud, Jean Lassalle e Nicolas Dupont Aignan. I più accreditati dai sondaggi per il ballottaggio sono il presidente uscente e la leader del Rassemblement National. Possono votare tutti i cittadini francesi che hanno almeno 18 anni e sono iscritti nelle liste elettorali. Chi compie 18 anni tra il 10 e il 24 aprile potrà esprimere la propria preferenza solo al secondo turno.

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La scarsa partecipazione è una preoccupazione che sovrasta le elezioni, che secondo i sondaggisti potrebbero far registrare un nuovo record di astensioni, superando il 28,4% del 21 aprile 2002. Si parla di oltre il 30%, un risultato al momento temuto più di tutti da Marine Le Pen, che chiama alla mobilitazione. Anche Macron, entrato in campagna elettorale soltanto nelle ultime settimane e protagonista di un solo grande comizio la settimana scorsa, ha lanciato appelli, ma l’entusiasmo e la freschezza non sono quelli di 5 anni fa e il presidente è apparso segnato dall’esperienza e dal fallimento del suo impegno di inizio mandato a fare in modo che “i francesi non si rivolgano più alle estreme”. C’è una quota molto alta di indecisi: il 32%, secondo l’istituto Ipsos, non è ancora sicuro della propria scelta, altri analisti parlano addirittura di un elettore su 2 che potrebbe cambiare ancora idea.

Azzoppata prima dal Covid, poi dal conflitto in Ucraina, la campagna elettorale si è sviluppata lungo binari imprevisti: poco o niente dei grandi temi che hanno dominato questi ultimi anni, a cominciare dal riscaldamento climatico – praticamente ignorato – e spazio quasi assoluto per il potere d’acquisto dei francesi: salari da aumentare, pensioni minime, sussidi. Persino i cavalli di battaglia dell’estrema destra, dall’immigrazione alla sicurezza, sono stati abbandonati da Le Pen, che li ha lasciati al concorrente di area, Eric Zemmour. La leader del Rassemblement National si è presentata con un’immagine mite, arrivando negli ultimi giorni anche a riproporre per sé lo slogan della ‘forza tranquilla’ che fu dei socialisti all’epoca di François Mitterrand. Niente tensioni, niente gaffe, niente proclami aggressivi.

Nelle scorse ore sono arrivati gli ultimi appelli dei 12 candidati prima del voto. Macron ha attaccato la sua principale avversaria, Marine Le Pen. “Il suo rimane un programma razzista, di grande brutalità e pieno di falsità dal punto di vista sociale”, ha detto il capo dell’Eliseo. La leader del Rassemblement National gli ha risposto sfidandolo a trovare nel suo programma “una sola proposta che discrimini i francesi a causa della loro origine, della loro religione o del colore della loro pelle”. L’altro candidato di estrema destra, Eric Zemmour, ha scelto di terminare la campagna elettorale rivolgendosi ai giovani. “Ribellatevi a Macron”, ha detto il polemista. Jean Luc Melenchon, ancora fiducioso di poter arrivare al secondo turno è tornato sulla situazione ucraina e sull’accusa di aver assunto in passato posizioni pro Putin, negando “di essere contrario alle sanzioni economiche nei confronti della Russia”, ma avvertendo che “bisogna stare attenti che queste sanzioni non puniscano prima i francesi”. La candidata dei Republicains Valerie Pecresse ha definito Macron “un presidente illusionista” e “un candidato anguilla” per “aver evitato il dibattito con gli oppositori”. A sinistra, l’ecologista Yannick Jadot ha assicurato che in caso di duello Macron-Le Pen chiamerà i suoi sostenitori a votare contro l’estrema destra. La sindaca socialista di Parigi Anne Hidalgo ha chiesto di “votare in tutta libertà e con il vostro cuore, non lasciatevi influenzare da nessuno”.

TAG: elezioni presidenziali, Emmanuel Macron, Francia, Marine Le Pen
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