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Il Consiglio dei Ministri approva il Def 2022

Nuovi aiuti per 5 mld di euro.
| 7 Aprile 2022 | ECONOMIA

Frena la crescita stimata del Pil programmatico, che dal precedente 4,7% viene fissata al 3,1%. Deficit confermato al 5,6%, pressione fiscale in contrazione di qualche decimale, inflazione in forte aumento. Sono i dati economici contenuti nella bozza del Def – Documento di Economia e Finanza – approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri. Nessun riferimento all’aumento degli stanziamenti per spese militari.

Il conflitto in Ucraina “ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita”, ha detto il premier Draghi presentando le misure approvate in conferenza stampa. In particolare, “pesano l’aumento dei prezzi dell’energia e altri beni, ma anche la fiducia dei consumatori che è diminuita. Consumatori e imprese vedono oggi un futuro meno positivo”.

Il governo taglia quindi le aspettative di crescita del Pil italiano. “Partendo da una stima Istat di crescita del Pil reale nel 2021 più elevata di quanto previsto a settembre nella Nota di Aggiornamento del Def, 6,6% contro 6,0%”, si legge nel documento, scende la “previsione tendenziale per il 2022”.

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Un progressivo rallentamento del ritmo di crescita segnerà i prossimi anni. Il Pil secondo il documento, si attesterà al 2,4% nel 2023 all’1,8% nel 2024 e all’1,5% nel 2025.

Il Def prende in considerazione l’ipotesi di un embargo russo su gas e petrolio. L’eventualità avrebbe diversi impatti, a seconda di come l’Italia riuscirà a diversificare l’approvvigionamento di energia. Se tutto andrà secondo i piani, la riduzione del Pil sarà di 0,8 punti nel 2022 e di 1,1 punti nel 2023. Se invece qualcosa dovesse andare storto, la carenza di gas costringerà a razionare le scorte e l’impatto su imprese e famiglie affonderà la crescita di 2,3 punti, portando il Pil reale a +0,6% quest’anno e a +0,7% il prossimo.

In ogni caso, a chi gli chiede se un embargo sul gas russo possa mettere in crisi l’Italia dei prossimi mesi, Draghi risponde che “fino a fine ottobre siamo coperti, le conseguenze non le vedremmo fino all’autunno”.

Lo spazio in deficit previsto per il 2022 è di oltre 9 miliardi di euro, senza scostamento. Nello specifico, l’esecutivo stima un deficit tendenziale per quest’anno al 5,1%, che viene però confermato al 5,6% nello scenario programmatico.

Durante la cabina di regia che ha preceduto il Consiglio dei ministri, il ministro dell’Economia Daniele Franco avrebbe rifiutato l’idea di andare verso un deficit più alto per non fare aumentare lo spread. Una “scelta di prudenza”, ha detto il ministro Franco, che concede comunque un “margine di azione di mezzo punto prodotto”, che verrà usato in una manovra “espansiva per spingere la crescita”.

Prosegue la riduzione del debito. Quello del 2021, rispetto alle ultime stime, viene rivisto leggermente in rialzo – al 150,8% – per effetto della revisione del Pil nominale effettuata dall’Istat. Per il 2022 è previsto invece un calo di 4 punti, al 146,8%, per scendere al 145% nel 2023, al 143,2% nel 2024 e al 141,2% nel 2025.

Anche la pressione fiscale, calcolata sui criteri della contabilità nazionale, si ritrae. Si va dal 43,5% del 2021 al 43,1% del 2022. Più bassa ancora quella effettiva – calcolata tenendo conto della “classificazione di svariati sgravi fiscali e contributivi come misure di spesa” – che va dal 41,7% dell’anno scorso al 41,2% quest’anno.

Male invece l’inflazione, per cui il governo prevede “un’impennata”. A fronte della risalita inflazionistica, si prevede però “un’accelerazione più moderata delle retribuzioni e dei redditi da lavoro”. Proprio sul tema inflazione, il premier Draghi ha detto che il governo “è consapevole delle difficoltà” dei cittadini italiani.

Entro fine mese arriverà un nuovo decreto con 9,5 miliardi di aiuti all’economia. Il suo impatto sul Pil, secondo il governo, sarà di di 0,2 punti nel 2022 e 0,1 nel 2023. Il decreto andrà prima di tutto a ripristinare i 4,5 miliardi di euro già previsti dal decreto bollette per far fronte alle spese energetiche degli italiani.

L’esecutivo indica altri “quattro ordini di interventi”, a cui destinare i restanti cinque miliardi. Tra questi, il contenimento dei prezzi di carburanti ed energia e l’aumento dei fondi per “coprire l’incremento dei prezzi delle opere pubbliche”.

Gli altri due fronti di intervento sono l’aumento dei fondi “per le garanzie sul credito” e le misure “per assistere i profughi ucraini e per alleviare l’impatto economico del conflitto sulle aziende italiane”.

Il ministro Franco ha anche annunciato che il taglio di 25 centesimi dell’accisa sui carburanti, utilizzando il sovra-gettito Iva, è stata ulteriormente estesa fino al prossimo 2 maggio.

TAG: consiglio dei ministri, def, deficit, Pil
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