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Embargo a petrolio e gas russi. Il Regno Unito ridurrà a zero le sue forniture energetiche dalla Russia

| 9 Marzo 2022 | ECONOMIA

Il presidente americano Joe Biden ha annunciato l’embargo sulle importazioni di petrolio e gas naturale dalla Russia, nell’ambito di una nuova stretta contro l’invasione dell’Ucraina. Era nell’aria da giorni ma adesso è ufficiale: il presidente ha confermato le indiscrezioni dei media, annunciando che gli USA vieteranno le importazioni dalla Russia a prescindere da quello che sarà l’atteggiamento degli alleati europei che sull’argomento sono divisi.

Misure simili sono state annunciate dal Regno Unito. Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha firmato a sua volta un decreto che va a limitare l’export e l’import di determinati prodotti e materie prime con alcuni Paesi, fino al 31 dicembre. Il governo russo, riporta la Tass, dovrà determinare entro due giorni quali Stati esteri saranno interessati dalle restrizioni al commercio.

Il decreto specifica che le misure economiche speciali serviranno ad assicurare la sicurezza russa, spiega l’agenzia Interfax. Guardando all’Italia, la Farnesina ha lanciato l’Unità di Crisi a sostegno delle imprese che esportano in Russia e Ucraina. Il ministero degli Esteri ha convocato la prima riunione tecnica di un gruppo di lavoro incaricato di valutare l’impatto complessivo del conflitto russo-ucraino a danno delle aziende italiane che esportano verso quell’area.

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Anche il Regno Unito si impegna a ridurre a zero le sue forniture energetiche di gas e petrolio dalla Russia già entro la fine del 2022. Lo ha annunciato oggi il governo di Boris Johnson, quasi in contemporanea con la comunicazione di Biden. A differenza di diversi Paesi dell’Europa continentale, la Gran Bretagna importa da Mosca un quantitativo residuale di queste materie prime rispetto al suo fabbisogno complessivo.

Le importazioni britanniche di petrolio russo nel 2021 ammontano a 5,3 miliardi di dollari, secondo i calcoli dell’agenzia Bloomberg, per un quota pari al 13,4% delle importazioni totali petrolifere. La misura verrà implementata nel corso dei prossimi mesi in coordinamento con gli Usa. Johnson ha precisato che la misura è stata concepita in modo da minimizzare i contraccolpi sul business del Regno Unito.

L’isola, ha notato Johnson, “è meno esposta di altri, ma chiaramente importiamo gasolio dalla Russia che non possiamo sostituire da un giorno all’altro”. Di qui la scelta di chiudere i rubinetti gradualmente, entro fine anno. “In modo da non colpire la manifattura, il trasporto su gomma e altri settori della nostra industria” e di concentrare invece gli effetti negativi sulla Russia “per punire il regime di Vladimir Putin” per l’invasione dell’Ucraina, ha concluso il primo ministro.

Dopo l’annuncio di Biden il petrolio è volato a New York, dove le quotazioni sono inizialmente balzate del 7,38%, toccando i 128,11 dollari al barile. In chiusura il greggio segnava +3,60% a 123,70 dollari al barile. Wall Street, dopo qualche ora in ribasso, riaccelera: il Dow Jones sale dell’1,75% a 33.398,60 punti, il Nasdaq avanza del 2,47% a 13.147,61 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,76% a 4.274,61 punti.

“Abbiamo tutto il diritto di prendere una decisione corrispondente e imporre un embargo sul pompaggio di gas attraverso il gasdotto Nord Stream 1”, ha detto il vicepremier russo Aleksandr Novak commentando l’ipotesi dell’embargo al petrolio russo e la decisione tedesca di congelare l’autorizzazione del Nord Stream 2, il gasdotto gemello al primo che collega la Russia con la Germania. L’esclusione del petrolio russo dai mercati internazionali porterebbe a “conseguenze catastrofiche”, causando un balzo dei prezzi fino a 300 dollari al barile, ha detto anche Novak.

TAG: crisi ucraina, embargo, Gas, Gran Bretagna, Petrolio, russia, USA
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