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Piercamillo Davigo rinviato a giudizio da gup Brescia

| 18 Febbraio 2022 | CRONACA

Rinviato a giudizio Piercamillo Davigo, accusato di rivelazione del segreto d’ufficio nel caso dei verbali di Piero Amara sulla presunta ‘Loggia Ungheria’. La decisione è stata presa dal gup di Brescia Federica Brugnara. L’ex consigliere del Csm è stato uno dei membri del pool di Mani Pulite, di cui oggi cade il trentennale dall’inizio dell’inchiesta.

Stamattina si è svolta l’udienza preliminare nei confronti di Davigo. I pm di Brescia Donato Greco e Francesco Milanesi hanno insistito con la richiesta di rinvio a giudizio. Da quanto è trapelato i due pm, durante l’udienza preliminare, avrebbero da un lato riconosciuto a Davigo la buona fede e dall’altro parlato di dolo generico perché in ogni caso non avrebbe dovuto divulgare le informazioni relative ai verbali sulla presunta Loggia.

Stessa richiesta è stata avanzata dal legale di Sebastiano Ardita, parte civile, mentre l’avvocato della difesa, Francesco Borasi, ha invece evidenziato le contraddizioni contenute a suo avviso nel capo di imputazione, ha ribadito che Davigo ha agito nel rispetto delle regole ed ha chiesto il non luogo a procedere, ovvero il proscioglimento.

A metà mattina si è svolto anche il processo in abbreviato per il pm milanese Paolo Storari, accusato di rivelazione del segreto d’ufficio in concorso con Davigo, il quale nell’aprile 2020 consegnò all’ex consigliere del Csm quei verbali di Amara per autotutelarsi dalla, a suo dire, inerzia dei vertici della procura milanese.

Nei suoi confronti i pm di Bresca Donato Greco e Francesco Milanese hanno chiesto una condanna a sei mesi, il minimo della pena prevista. La richiesta è stata fatta al gup Federica Brugnara nel corso del processo in abbreviato. Il giudice ha rinviato la decisione al prossimo 7 marzo.

TAG: brescia, Milano, Piercamillo Davigo, processo
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