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A Foligno la prima edizione della Divina Commedia

| 8 Gennaio 2022 | CULTURA, LIBRI

Al centro della città di Foligno è possibile visitare il Museo della Stampa , presso il Palazzo Orfini, che ospita una documentazione sulla storia della carta e dell’editoria. Il palazzo rinascimentale appartiene alla ricca famiglia Orfini,  noti orefici, zecchieri pontifici, che verso la fine del  XV secolo accoglie la prima sede della tipografia folignate, per opera del tedesco di Magonza Johannes Numeister, allievo di Gutenberg. Infatti, con l’invenzione della stampa a carattere mobili di Johann Gutenberg, si diffondono anche in Italia le prime stamperie, favorite da un gruppo di suoi collaboratori, che portano le nuove tecniche e invenzioni.

Il chierico Johannes Numeiste arriva a Foligno dopo il sacco di Magonza prima come copista e poi alla ricerca di finanziatori e mecenati per realizzare la nuova stampa. E qui con la collaborazione dei fratelli Orfini, Mariotto ed Emiliano, quest’ultimo anche un buon incisore, che rendono il progetto concreto. Nasce la società tipografica tra il 1470-1472, favorita anche dalla presenza nel luogo di molte cartiere.
Viene stampata prima il De bello italico adversus Gothos di Leonardo Bruni nel 1471 e l’11 aprile del 1472,  la prima edizione della Divina Commedia  di Dante Alighieri. Il progetto porta il nome anche dello stampatore Evangelista Angelini e l’opera appare grezza, priva di punteggiatura, con ripetizioni e refusi. La copia si basa sul manoscritto Lolliano 35, della biblioteca del seminario di Belluno. In seguito nel 1502 l’editore Manuzio stampa una copia curata da Pietro Bembo, che per un periodo resta quella ufficiale.

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Comunque, il primo libro stampato in assoluto in Italia avviene a Subiaco, dove nasce nel 1465 la prima tipografia italiana nel monastero di Santa Scolastica, con altri allievi del grande Inventore tedesco:  Arnold Pannartz e Konrad Sweynheim.  I due monaci, dopo si spostano a Roma per diffondere l’arte, ma è soprattutto a Venezia con il grande innovatore Aldo Manuzio, che la stampa trova il luogo ideale e diventa tra i più importanti centri in Europa.

Anche il Museo Rinascimentale di Foligno racconta quest’arte e la sua evoluzione,   in alcune Sale come quella degli Incunaboli, termine con cui si individuano tutte le pubblicazioni dall’inizio della stampa sino alla fine del Quattrocento, e qui raccolte nelle teche. Inoltre sono conservate la carta con la filigrana e le matrici di stampa. Da vedere anche la Sala del civil consesso e quella dei Lunari con una collezione di almanacchi, tra cui il famoso Barbanera, ancora edito. Al seminterrato si trovano le prime cartiere, i nomi dei cartai e riproposto un torchio in uso nel Quattrocento.

Per chi volesse visitare il luogo e ripercorrere le tappe storiche della stampa fino al XIX secolo, resta sicuramente colpito dalle tante rarità. I vecchi tomi sono la testimonianza di un’epoca passata lenta e faticosa. Ma anche di meraviglia verso le tante rivoluzioni in un tempo più esteso e ancora presente tra le pagine ingiallite artigianali, che sigillano storie e idee tramandandole, come insegna la stessa Commedia sempre attuale e senza tempo.

Gustave Flaubert nonostante il tono, non sbaglia quando scrive:
“Io sto morendo, ma quella puttana di Emma Bovary vivrà in eterno”.

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