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Consegnati panettoni nelle carceri ma non le mascherine FFP2

Insorge il sindacato agenti
| 29 Dicembre 2021 | CRONACA

“Si sono ricordati di portare in carcere il panettone, ma non le mascherine FFP2 che il personale penitenziario dovrà comprare di tasca propria. Anche nelle prescrizioni decise dal Governo alla vigilia di Natale l’emergenza contagi nelle carceri che, sicuramente per effetto della nuova variante, ha toccato in un mese l’incremento del 100% 100%, è del tutto ignorata. Come sono ignorati i focolai a Milano, Monza, Trieste, Rovigo, riprova questa difficile da ignorare che specie negli istituti del Nord la diffusione è più rapida rispetto a quelli del centro sud”. Lo denuncia il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziari a S.PP. Aldo Di Giacomo.

“Queste festività natalizie sono giornate di grande stress per il personale tutto mentre la tensione è altissima come testimonia l’ennesimo tentativo di rivolta nel carcere di Trani che fa seguito al caso di Orvieto dove un detenuto si è scagliato contro gli agenti dopo aver negato la vaccinazione. I dati ufficiali di fonte ministeriale purtroppo sono parziali e arrivano in ritardo rispetto alla realtà che segna un trend di contagi in forte aumento in queste festività natalizie e destinato dunque ad avere conseguenze impattanti sulla gestione delle carceri – continua – Tutto questo mentre sempre nelle prescrizioni natalizie continua il segretario del Sindacato Penitenziari non c’è traccia di Super Green Pass o Green Pass rafforzato nelle carceri proprio come le carceri non esistessero se non per sentirsi più buoni a Natale con qualche passerella visita e il panettone. Sminuire o nascondere la verità continua può solo portare ad un’ulteriore sottovalutazione e a complicare le problematiche esistenti”.

Per Di Giacomo “non è più sufficiente condividere l a nostra preoccupazione ma bisogna procedere all’organizzazione immediata d i Open Day di vaccinazioni nelle carceri proprio come accade fuori. Continuiamo a mettere in guardia su ulteriori ritardi che si sommano a quelli già accumulati da mesi. Si sta ripetendo lo stesso grave errore di sottovalutazione compiuto con l’avvio della prima fase di vaccinazione anti Covid: per la somministrazione della dose booster (cosiddetta terza dose) del vaccino evidenzia Di Giacomo non c’è alcuna corsia preferenziale per il personale penitenziario e i detenuti. E se qualcuno pensasse che attualmente sia sufficiente il normale Green Pass deve ricredersi perché non è così: la sicurezza di detenuti ed agenti si garantisce con tutta una serie di strumenti e comportamenti d i rigorosa prevenzione e con un monitoraggio costante della diffusione del virus”.

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Il segretario del Sindacato Penitenziari rinnova l’appello a i ministri alla salute e di grazia e giustizia perché nella circolare si prevede la somministrazione della dose booster anche alla fascia d’età tra 40 e 59 anni dopo almeno 5 mesi destinati a breve a scendere a 4 dal completamento del ciclo primario “in considerazione dell’aumentata circolazione del virus SarsCoV2, che ha determinato un incremento dell’incidenza di nuove infezioni”, ma non c’è indicazione sulle priorità che riguardano agenti e detenuti.

TAG: carceri, mascherine FFP2, sindacati agenti
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