L’evento dal titolo “Donazione Opera Monumentale Fotografia-Pubblicità “PANETTONI G. BAJ SU TRAM”, che rientra in un progetto artistico internazionale, “NUOVO ATLANTE DELLE ARTI”, ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza (Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea e Critico de IL Giornale fondato da Indro Montanelli) per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione attestata internazionalmente, che focalizza l’attenzione su taluni eventi che raccontano il ‘900 e che la vedono coinvolta. L’evento curato dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell’Arte di piano internazionale, che firma anche il testo, vede la donazione di una grande opera fotografica, storica, datata fine ‘800/‘900, capace di campionare il percorso singolare di questa illustre Azienda Italiana. All’inaugurazione ci saranno i saluti del Presidente della Fondazione e una prolusione del Prof. Carlo Franza, curatore dell’evento.
Scrive Carlo Franza: “Le pubblicità sui tram sono nate poco dopo i tram stessi, a metà dell’Ottocento. Quando i mezzi sono stati elettrificati e sono diventati più lunghi e larghi, si sono ampliate anche le possibilità di ospitare inserzioni pubblicitarie. Per molti decenni le inserzioni si sono limitate a Cartelloni posti a fianco o sul tetto del tram. E’ stato così anche per Baj Panettoni come nella foto che fa leggere il TRAM 91 di Milano. La pittura dell’intera facciata era riservata ai mezzi speciali, per caratterizzarli meglio. Nella seconda metà dell’Ottocento la più che secolare azienda dolciaria della famiglia Baj consisteva nella produzione di confetteria e cioccolato, nella commercializzazione di dolci, vini e liquori, ma divenne famosa in Italia e nel mondo soprattutto per la produzione di panettoni. Il panettone divenne l’elemento principale nelle pubblicità e il tema dominante delle copertine di cataloghi e pubblicazioni promozionali. Le stesse confezioni in metallo dei prodotti di confetteria pubblicizzavano il panettone quale principale e caratteristica produzione della Casa. Il padiglione di Giuseppe Baj all’Esposizione Internazionale di Milano del 1887.
Il Panettone Baj fu considerato per decenni il migliore di Milano, fatto ufficialmente attestato dalla vincita di premi e medaglie. Per esempio guadagnò il primo premio alle esposizioni di Milano del 1881 e 1887. Confezione di fine ‘800 per Panettone da 2 kg. Il logo di questa confezione e il fregio sul coperchio sono stati adottati per l’incarto del Panettone Baj, produzione 2016. L’antichità delle produzioni dolciarie della famiglia Baj si deduce da alcuni documenti in possesso degli attuali eredi, che fanno risalire gli inizi dell’attività al 1768. A livello popolare si deve registrare lo slogan, riportato da molte fonti, che risuonava nella testa dei milanesi tra Ottocento e Novecento: “Quando a Milano non vi era ancora tramvaj già si gustava il Panettone Baj”. All’epoca il panettone era un dolce consumato tutto l’anno. Per questo nelle pubblicità veniva sempre rimarcato che “La pasticceria e confetteria Giuseppe Baj ha sempre pronta e freschissima la specialità tutta milanese del panettone”. Giuseppe Baj, che aveva sedi secondarie a Genova e in Svizzera, esportava regolarmente panettoni nell’intero continente europeo, in Russia, in America e perfino in Australia. La Confetteria Baj in piazza del duomo. Trasferitasi da Via Broletto, la Confetteria Baj, divenne un elemento caratterizzante della più celebre piazza milanese, punto di ritrovo del “bel mondo“, meta di visitatori e turisti. Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo era un assiduo frequentatore della Confetteria Baj. “Covo” di futuristi. La Confetteria Baj era frequentata da artisti, musicisti e letterati, che la citarono o descrissero in molte delle loro opere. Aveva per esempio come cliente fisso il fondatore del Futurismo Filippo Tommaso Marinetti, che a Natale spediva ad amici e collaboratori un panettone Baj con copie della sua rivista “Poesia”. Marinetti, nelle sue memorie, parla della volontà di costruire un «panettone gigante della bontà e della veloce digestione, destinato a fugare la preistorica pastasciutta», di sei metri di diametro e due di altezza”.
Biografia
Giuseppe Baj. Veniamo ora all’“offellajo” Giuseppe Baj. Nato nel 1839, lavorò fin da giovanissimo nella pasticceria di famiglia, dove si produceva panettone da tempo immemorabile (documenti risalenti alla fine dell’Ottocento attestano
l’inizio dell’attività al 1768). Partecipò ventenne, come volontario garibaldino, nei Cacciatori delle Alpi, alle gloriose campagne per l’Unità d’Italia del 1859 e 1860. Nel 1872 la Confetteria Baj si spostò in Piazza del Duomo, avviando contestualmente un’intensa attività di produzione e commercio di panettoni, cioccolato e altri prodotti dolciari, in uno “stabilimento a forza idraulica ed a vapore”. Giuseppe Baj fu premiato nel 1887 come il migliore produttore di panettoni di Milano. La ragione fu identificata dai milanesi nel fatto che il “punto-vendita” beneficiava dello sguardo della Madonnina, trovandosi proprio ai piedi della guglia più alta del Duomo, ma la vera ragione risiede probabilmente nel fatto, universalmente riconosciuto, che Baj fu uno dei primissimi a elevare il panettone dal livello di produzione artigianale e diffusione locale alla produzione di elevati quantitativi, con una consistente diffusione nazionale e internazionale e un’estesa pubblicizzazione del prodotto “panettone” in generale, mantenendo un altissimo livello di qualità. Così facendo Giuseppe Baj, con gli altri produttori milanesi di alto livello dell’epoca, pose le basi per lo sviluppo che avrà l’intero comparto nella seconda metà del Novecento. L’antichità e notorietà dell’attività di Giuseppe Baj si deduce anche dallo
slogan che risuonava nella testa di tutti i milanesi tra Ottocento e Novecento: “Quando a Milano non vi era ancora il
tramvaj già si gustava il Panettone Baj”. Giuseppe Baj ebbe la “fortuna” di non dover assistere all’olocausto della Grande Guerra e alla conseguente interruzione dei commerci internazionali, poi seguita da politiche autarchiche, con l’inevitabile
riposizionamento del panettone quale dolce perlopiù italiano. Il Panettone Baj continuò a essere prodotto negli anni Trenta da alcuni dei figli di Giuseppe, tra cui Alfredo, nonno di Cesare Baj, ma a un livello ben lontano dai fasti del passato, fino a estinguersi verso la fine del decennio, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Dal dopoguerra il dolce milanese poté tornare a offrire momenti di felicità gustativa nelle case di tutto il mondo, ma per rivedere il Panettone Baj si è dovuti giungere al 2016.
Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e
Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana.
Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere (Università della Slesia, ecc.). Docente nel Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM-Bari-Sede di Milano- Villa Clerici, Docente nel Master Universitario dell’ARD&NT Institute (Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) in The Other Photography e nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E’ Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l’Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa.
Giornalista, Critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, poi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la sua rubrica “Scenari dell’arte”. E’ fondatore e direttore
del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato
prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d’Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il
Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protogonista della Cultura 2020.
PUBBLICITA’ DEL PANETTONE BAJ SU TRAM/91 A MILANO TRA ‘800 E ‘900
Inmostra DONAZIONE OPERAMONUMENTALE FOTOGRAFIA-PUBBLICITA’ “PANETTONIG.BAJ SUTRAM” Luogo: Fondazione ATM – Via Farini 9 – 20159 Milano
Curatore: Prof. Carlo Franza, Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea
Giornalista e Critico de “Il Giornale” fondato da Indro Montanelli
Comunicazione: Francesco Franza
Inaugurazione: giovedì 9 dicembre 2021 ore 16.30
Opera locata in Permanenza
Da lunedì a venerdì ore 10 – 17 (previo appuntamento allo 02/631196443) Chiusura: sabato e domenica
Interverranno
Giuseppe Natale Presidente della Fondazione ATM
Francesco Caroprese Fond. ATM e Vicepresidente Ordine Giornalisti della Lombardia Prof. Carlo Franza Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea