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La Nato sospende la cooperazione con la Bielorussia

| 24 Novembre 2021 | EUROPA

Lo stato maggiore delle forze armate della Bielorussia ha detto che, su iniziativa della Nato, la cooperazione pratica tra l’Alleanza e Minsk è stata sospesa.

“Proprio l’altro giorno, un altro passo ostile è stato fatto dagli stati europei. Su iniziativa della Nato, un altro canale di dialogo è stato ridotto e la cooperazione pratica dell’Alleanza Nord Atlantica con la Repubblica di Bielorussia è stata sospesa”, ha detto il capo dello stato maggiore Viktor Gulevich.

“Gli Stati membri di fronte ad un attacco ibrido di questo tipo devono essere in grado di agire in maniera efficace e anche di rispettare gli obblighi ed i diritti internazionali. Stiamo lavorando ad una proposta per provvedimenti provvisori di emergenza in ambito dell’asilo e del rimpatrio”.

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Così la presidente della Commissione Ursula von der Leyen durante il suo intervento al Parlamento Ue sulla crisi dei migranti in Bielorussia. “L’obiettivo è sostenere gli stati membri e definire le procedure adeguate per gestire gli arrivi irregolari in maniera agevole e ordinata nel rispetto dei diritti fondamentali”, ha aggiunto.

“Se Lukashenko voleva fare pressione su di noi per farci annullare le sanzioni” contro la Bielorussia “penso che abbia perso la partita, perché quello che ha ottenuto è un nuovo pacchetto di sanzioni e ora dovrà occuparsi” dei migranti “sul suo territorio per garantire un trattamento dignitoso” e rendere possibile il “rientro” nei loro. Lo ha detto l’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, presentando le nuove sanzioni Ue nei confronti di Minsk in conferenza stampa. Per l’Unione, ha aggiunto, “è importante essere preparati a questo tipo di attacchi ibridi”, mantenendo “unità”.

Intanto la Commissione Europa ha stanziato “200 mln di euro supplementari” per aiutare la Polonia, la Lettonia e la Lituania nella gestione delle frontiere con la Bielorussia. Si tratta, spiega in conferenza stampa a Strasburgo il vicepresidente Margaritis Schinas, di fondi che servono a creare “un sistema robusto di gestione delle frontiere”, il che “non va inteso come muri o barriere di filo spinato”, bensì come “la creazione di un ecosistema di veicoli, di telecamere e di centri operativi. Sono tutte cose che possono essere usate con efficacia” per prevenire l’immigrazione illegale.

“In comunione con il Papa, abbiamo richiamato nelle scorse settimane la situazione della Libia. Penso ora a quanto sta avvenendo nei confronti dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia, e a quelli che dalle coste del Magreb si avventurano nel Mediterraneo? Sono vicende che non appartengono alla cultura europea generata dal Vangelo, esse non ci appartengono”. Lo ha detto il cardinale presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, nella sua Introduzione ai lavori della 75/a Assemblea generale dei vescovi italiani.

TAG: Bielorussia, Nato, Polonia, UE
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