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Varsavia accusa la Bielorussia di terrorismo di Stato

Oggi riunione urgente Consiglio Sicurezza Onu
| 11 Novembre 2021 | EUROPA

Due gruppi di migranti sono riusciti a sfondare il recinto della frontiera fra Bielorussia e Polonia attraversando il confine. Lo scrive l’agenzia polacca PAP, secondo diversi media tedeschi. Lo sfondamento è avvenuto nei due villaggi di Krynki e Bialowieza.

Intanto la Polonia ha annunciato di aver arrestato oltre 50 migranti al confine con la Bielorussia. “Nel corso delle ultime 24 ore, la polizia ha arrestato più di 50 persone vicino a Bialowieza dopo che avevano attraversato illegalmente la frontiera”, ha dichiarato all’Afp Tomasz Krupa, portavoce della polizia regionale.

Sempre oggi, il premier polacco Mateusz Morawiecki, in una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Ue Charles Michel, ha accusato la Bielorussia di “terrorismo di stato” per la crisi dei migranti e ha chiesto di organizzare un vertice straordinario in videoconferenza (prima di quello già pianificato a dicembre) per parlare di “sanzioni economiche” aggiuntive contro Minsk. Intanto domani il Consiglio di Sicurezza dell’Onu terrà una riunione di emergenza sulla situazione.

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L’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, intervenendo al Parlamento europeo, ha annunciato: “Adotteremo un nuovo pacchetto di sanzioni” contro la Bielorussia. “Sarà il quinto, che includerà quanti sono responsabili per aver contribuito alla crisi alle frontiere esterne. I ministri degli Esteri dell’Ue se ne occuperanno il prossimo lunedì”.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha aggiunto: “Stiamo rapidamente allargando le sanzioni contro il regime” di Lukashenko. La responsabile dell’esecutivo europeo ha annunciato anche che “esamineremo le compagnie aeree che portano migranti a Minsk con false promesse” e “cercheremo di sanzionarle perché è un modo per facilitare il traffico di esseri umani”.

Gli Stati membri dell’Ue hanno trovato un accordo di massima per allargare la cornice legale delle sanzioni contro la Bielorussia a chi favorisce il traffico illegale dei migranti verso l’Unione europea. Il quadro dovrà ora essere riempito con una nuova lista di nomi ed entità.

Il lavoro da domani passerà in carico al Coest (il gruppo di lavoro che si occupa di Europa orientale e Asia centrale). La base di partenza per la discussione prevede l’iscrizione sulla black list di 29 individui e della compagnia aerea Belavia, quest’ultima accusata di favorire i collegamenti tra il Medio Oriente e Minsk.

Minsk spera in una “reazione congiunta” con Mosca per contrastare la crisi migratoria: lo afferma il ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei, durante un incontro con il suo omologo russo, Sergei Lavrov. Makei ha anche accusato l’Occidente di aver orchestrato la crisi migratoria in corso al confine polacco per imporre nuove sanzioni contro la Bielorussia: “In vista di un quinto round di sanzioni, di cui si parla già in Occidente, il pretesto utilizzato questa volta è la crisi migratoria causata dall’Ue e dai suoi membri di frontiera dalla Bielorussia“.

Sono almeno 2mila le persone bloccate nei boschi al confine tra Bielorussia e Polonia nel tentativo di entrare nell’Ue, con temperature glaciali e pochissime scorte di acqua e cibo, mentre la tensione militare sale a livelli di guardia. Una crisi migratoria sulla rotta dell’Europa orientale orchestrata, secondo Bruxelles, dall’autocrate Vladimir Lukashenko come rappresaglia contro le sanzioni, con un comportamento definito da “regime gangster”.

Le forze di sicurezza bielorusse hanno “sparato colpi in aria, simulando situazioni pericolose” per destabilizzare ancora di più la situazione alla frontiera, ha denunciato ieri il portavoce dei servizi speciali di Varsavia, Stanislaw Zaryn. “Sappiamo anche che le autorità della Bielorussia stanno aiutando i migranti a distruggere le barriere al confine. Li vediamo portare loro gli strumenti per tagliare i cavi e distruggere la recinzione”, ha accusato ancora Varsavia, che intanto ha rafforzato lo schieramento di migliaia di soldati al confine per i respingimenti e si è detta pronta a difendere il proprio territorio, avvertendo di una possibile escalation armata.

Sull’altro fronte, il ministero della Difesa bielorusso ha convocato l’addetto militare presso l’ambasciata polacca a Minsk, respingendo come “infondate e ingiustificate” le “accuse su un coinvolgimento di militari bielorussi” e invitando Varsavia ad evitare ogni “provocazione per giustificare eventuali azioni bellicose illegali”. In questo braccio di ferro, diverse centinaia di migranti, molti dei quali arrivati dal Medio Oriente con voli sponsorizzati da Minsk, restano accampati in tende precarie nei pressi del villaggio frontaliero polacco di Kuznica, separati da pochi metri e una barriera di filo spinato dal cordone delle forze di sicurezza di Varsavia. Tra loro, anche diverse donne e bambini in condizioni drammatiche ed esposti a temperature che di notte crollano sotto lo zero.

TAG: Bielorussia, confine, migranti, Polonia, UE
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