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Il Realismo Magico, un movimento artistico italiano finalmente rivalutato

| 27 Ottobre 2021 | CULTURA

Il realismo magico è stato spesso bistrattato, anche da noi italiani. Eppure è un movimento artistico che ha segnato il corso della pittura del novecento anche fuori dal nostro Paese. Nell’Italia appena uscita dalla Grande Guerra, negli anni degli scontri del Biennio Rosso e in quelli in cui prese il potere il fascismo, nuove forme d’arte sopravanzarono il futurismo. Sono gli anni del “ritorno all’ordine” e della Nuova Oggettività tedesca, una rottura decisa con le avanguardie e l’astrattismo per ripristinare una nuova arte figurativa.

Gli anni venti per l’Italia sono gli anni del realismo magico e di una nuova generazione di pittori nati verso la fine del XIX secolo. Come scrisse il critico d’arte tedesco Franz Roh, questi artisti portarono sulle tele una tersa e minuziosa resa dei dettagli dall’effetto straniante. I capolavori del realismo magico li si può ammirare al Palazzo Reale di Milano, in una eccezionale mostra aperta fino al 27 gennaio 2022.

Il realismo magico riprende la figura umana idealizzata nel Rinascimento, facendo risorgere l’antico splendore figurativo, adattato perfettamente alla società degli anni venti del XX secolo. In questo lavoro i bassorilievi di Arturo Martini e i quadri di Mario Sironi giocano un ruolo fondamentale. Martini con la terracotta ripropone figure che guardano ai maestri del quattrocento, mentre Sironi inserisce elementi geometrici nei suoi ritratti, incastrando sulla tela gli studi classici sulle forme con delle nuove Madonne laiche.

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Il ritorno a un’agiografia pittorica di donne che non hanno a che vedere con la religione lo si nota nella prima sala, davanti a un capolavoro di Felice Casorati, “Ritratto di Silvana Cenni”, un’opera dove una donna borghese del novecento ci appare come una Madonna del Beato Angelico. Con il realismo magico si passa dai santi del Rinascimento ai borghesi del XX secolo. Questi ultimi respirano la stessa aurea magica dei primi, grazie a una tecnica innovativa tanto quanto le avanguardie di quegli anni.

Nei ritratti di Ubaldo Oppi e Achille Funi non possiamo non notare elementi leonardeschi e rimanere incantanti davanti a eleganti signore ingioiellate o a banali scene di vita quotidiana, come un consulto tra tre medici. Le grandi lezioni di Giotto, Masaccio e Piero della Francesca sono state assimilate dai migliori pittori degli anni venti. Il realismo magico ha toccato anche le nature morte e i paesaggi e in questi il tocco “misterioso” di Carlo Carrà è quello che ci inquieta di più.

La corrente pittorica vive gli anni venti in tutte le sue contraddizioni. Sostenitrice dei maestri del realismo magico è Margherita Sarfatti. L’allora amante del Duce fa da mecenate a questi artisti, traghettando molti di loro verso l’adesione al fascismo. Ci sono pittori che nel corso degli anni venti abbandoneranno il realismo magico per un’arte di regime (Martini e Sironi), altri lo utilizzeranno per immortalare sulla tela le ipocrisie del potere mussoliniano. Su tutti emerge la figura di Cagnaccio di San Pietro, che con il suo “Dopo l’orgia” mostra lo squallore degli uomini che in quel periodo comandavano in Italia. Le sue prostitute addormentate dopo una notte a base di sesso e alcol sono oggi quanto mai attuali. Una triste operaia dal volto scavato o dei bambini annoiati che ignorano i loro giocattoli contribuiscono più di tante altre immagini a farci conoscere la società italiana di cento anni fa.

Se la critica al fascismo di Cagnaccio è urlata, tanto da essere osteggiato e marginalizzato dal regime, quella di Antonio Donghi è intimista. Non le città monumentali o la retorica patriottarda, ma la gente comune al lavoro o in attimi di relax sono i veri protagonisti dell’Italia degli anni venti secondo Donghi. Il pittore romano dipinge una pollarola intenta a spennare un’oca o una coppia in attesa del treno, in opere che ricordano il contemporaneo realismo americano di Edward Hopper.

Realismo Magico” è una mostra che finalmente dà visibilità a un movimento pittorico che per troppi decenni era stato relegato un gradino più in basso rispetto al futurismo o alla metafisica. Il realismo magico è un passaggio fondamentale nella storia dell’arte mondiale. Semplici primi piani o gruppi familiari diventano opere in grado di turbarci o farci sognare. È l’incantesimo del realismo magico, un movimento artistico di cui noi italiani dovremmo esserne orgogliosi.

TAG: Arte, arte contemporanea, arte italiana, cultura italiana, futurismo, metafisica, Milano, mostre, Nuova Oggettività, Palazzo Reale, pittura, realismo magico, ritorno all'ordine
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