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Serie A: Napoli alla sosta di campionato, primo in classifica

| 6 Ottobre 2021 | SPORT

Il 29 Maggio del 2021, Aurelio De Laurentis, rompe gli indugi e nomina Luciano Spalletti allenatore del Napoli. Dopo un biennio sabbatico, il tecnico toscano, originario di Certaldo, accetta un’altra impresa in Serie A, la piazza di Napoli lo stimola parecchio, il Maradona Stadium, torna a rivivere i tempi di Ottavio Bianchi, Albertino Bigon e di Maradona, Carnevale, Alemao, Careca.

Ma sì, bello rivivere un calcio che non c’è più altrettanto bello ed entusiasmante sedere sulla panchina di un Napoli che annovera in organico Lorenzo Insigne, fresco campione d’Europa insieme all’uomo della fascia destra Di Lorenzo, anche lui laureato campione d’Europa e consacrato dal Mancio come l’uomo indispensabile sulla fascia destra. Scusate le lodi, abbiamo dimenticato l’undici di Luciano Spalletti, che meritatamente ha conseguito sette vittorie su sette, 21 punti, alla sosta del campionato per le finali di Nation League e lo Spallettone, si gode, la mini fuga, che vale il primato, senza se e senza ma.

Allora, si continua, non con gli elogi-la strada è ancora lunga – ma con Mario Rui, Koulibaly, Elmas, Rrahmani, lo stesso Di Lorenzo, costituiscono il pacchetto arretrato, con Manolas in turn over, che in 7 gare ha preso solo tre reti. A centrocampo, Anguissa è un autentico polmone del centrocampo, con Fabian Ruiz, Elmas e Piotr Zielinski, sulla trequarti, che garantiscono quella fluidità di manovra che Spalletti ha saggiamente improntato fin dalla prima giornata.

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Eppure, qualcuno credeva che, Spalletti, era semplicemente l’ombra dei predecessori, come Sarri, Gattuso, ultimo allenatore che non ha centrato la Champions, ma così non è. A Castelvolturno, Lucianone, plasma la sua creatura, a sua immagine e somiglianza, sguinzaglia lo scugnizzo Insigne, ammaestra Lozano, sempre più disciplinato tecnicamente e prezioso nella manovra offensiva. Tiene ai box, l’asso nella manica, quel Matteo Politano che all’Inter non rientrava nello scacchiere di Antonio Conte, al Napoli ritrova il suo Mister.

A completare, un organico da sette vittorie utili e consecutive che valgono il primato, c’è la “Perla Nera” Osimhen. L’attaccante nigeriano ha realizzato in questo esaltante avvio di campionato 4 goal in sette gare, una garanzia in avanti, arricchita da un percorso di crescita professionale che fa ben sperare, nello scacchiere tattico di Spalletti.

Dopo l’esperienza alla Roma con due Coppe Italia vinte, una Super Coppa italiana e allo Zenit San Pietroburgo, con due campionati vinti, una Coppa di Russia e una Supercoppa, lo Spallettone torna a Roma, richiamato a sostituire l’esonerato Garcya e riportare la Lupa nella nobile classifica, un’altra breve esperienza che arricchisce ulteriormente il suo acume tattico con un terzo e secondo posto nella stagione successiva.

L’Inter nel 2017,dovrebbe essere una sfida interessante, ma il terzo posto, il ritorno in Champions per i nerazzurri, non soddisfa la piazza che a Maggio 2019, ne decreta l’esonero. Spalletti, si gode un biennio sabbatico, torna in Serie A alla guida del Napoli, accetta un’altra grande sfida, cercando di portare i partenopei verso lo scudetto che manca da oltre trent’anni. Un impresa che dovrebbe consacrare lo “Spallettone”, profeta in patria.

TAG: Luciano Spalletti, Napoli, Serie A
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