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I dati Istat rivelano un rincaro dei prezzi sulle materie prime

Il presidente di Confindustria Bonomi, chiede un intervento per mitigare il problema
| 12 Settembre 2021 | ECONOMIA

Prezzi ancora in salita nei prossimi mesi: dopo la ripresa dell’inflazione, proseguita ad agosto sulla spinta dei costi dell’energia, a certificare l’attesa di nuovi rincari è l’Istat.

Il rischio è che l’impatto sulle famiglie e sulle imprese si faccia sentire ancora più forte, a partire proprio dai costi dell’energia e in generale delle principali materie prime, riflettendosi a cascata sui prezzi delle vendite e delle bollette per i consumatori, della produzione e dell’import per l’industria.

“Dalle aspettative di inflazione degli operatori economici ad agosto sono emerse indicazioni di nuovi incrementi dei prezzi per i prossimi mesi”, indica l’Istituto di statistica nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana.

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L’Istat rileva anche che è “salita la percentuale dei consumatori che si attendono un forte aumento dei prezzi, mentre tra le imprese si manifestano attese di rincari nel settore delle costruzioni e per i beni del comparto manifatturiero destinati al consumo”.

Una prospettiva che preoccupa il mondo produttivo. “Confindustria sta monitorando con preoccupazione l’escalation congiunturale dei prezzi delle principali commodity. Tra questi il prezzo dell’energia elettrica“, afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in un videomessaggio all’assemblea di Elettricità Futura.

Uno scenario di fronte al quale Bonomi torna a chiedere un intervento per mitigare il problema che sul fronte delle materie prime, come rimarcato in questi giorni, non è solo dell’industria italiana ma europea.

“Queste tensioni di mercato devono essere comprese nei loro fattori di origine e gestite di conseguenza. Non devono farci arretrare rispetto agli obiettivi di sostenibilità” per le generazioni future, “né mettere a repentaglio lo slancio produttivo del Paese, soprattutto in questa delicata fase di ripresa”, avverte Bonomi.

Il numero uno di Confindustria illustra i dati: il prezzo dell’energia elettrica è aumentato di oltre l’80% rispetto a gennaio di quest’anno, quello del gas naturale, da cui dipende il prezzo dell’energia elettrica, di oltre il 100%.

Ad agosto, in base alla stima preliminare diffusa dall’Istat a fine mese, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic) ha registrato un incremento annuo del 2,1% (2 decimi di punto al di sopra del mese precedente).

E a correre di più sono stati i beni energetici, con un rincaro che sfiora il 20% e una crescita decisamente sostenuta per le tariffe di luce e gas (di oltre il 34%), aumentate a luglio.

Il primo ottobre scatteranno le tariffe aggiornate per l’ultimo trimestre dell’anno. In attesa di un eventuale nuovo intervento di riduzione da parte del governo, i consumatori già temono “la stangata d’autunno” che, secondo il Codacons potrebbe pesare fino a 1.500 euro in più a nucleo, ed il rischio di maxi-aumenti per le bollette.

TAG: bollette, consumi, Istat, materie prime
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