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Euro 2020: Simon Kijaer giocatore dell’anno

| 15 Giugno 2021 | CRONACA

Minuto 42, Danimarca Finlandia è la gara valida per il girone b dell’europeo di calcio. Danesi in avanti e pressing nella trequarti finnica. Nel settore di destra, dopo un attacco danese infruttuoso, il centrocampista danese in forza all’Inter Cristian Eriksen, sta per rientrare per riprendere la posizione in campo. Passano pochi secondi e sotto gli occhi di tutti i giocatori, Cristian si accascia al suolo privo di sensi.

I finlandesi agitano le mani, non è un infortunio, ma qualcosa di più grave. Simon Kijaer capitano della Danimarca e centrale difensivo in forza al Milan è incredulo. Passano alcuni minuti e il massaggiatore danese, inizia la procedura di rianimazione. Arresto cardiaco.

I giocatori danesi, proteggono il proprio compagno Kijaer è lì, si assicura che il compagno non abbia ingoiato la lingua. Simon mette le dita in bocca al compagno per tirar fuori la lingua. Fatto. Così è. Nel frattempo, la paura c’è è lampante, Eriksen per fortuna si riprende, ma viene portato d’urgenza in ospedale, mentre i suoi compagni lo proteggono. La moglie è lì, a pochi passi, passa il tempo, qualche ora e dall’ospedale di Copenhagen il dottor Boesen, si esprime con incredulità. “Cos’è successo al centrocampista danese?”. Nel frattempo, la nottata per lui sarà tranquilla, fino al giorno dopo, quando lo stesso Boesen lo dichiara fuori pericolo.

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Quella dei malori in campo, che si sono trasformati in tragedia, con la morte dei giocatori è una casistica che preoccupa nel calcio, così come negli altri sport. Ma che succede veramente? Possibile attraverso la casistica, risalire all’origine di questi improvvisi malori dei giovani atleti? Intanto la scia delle tragedie è lunga, a cominciare da Renato Curi morto in campo nel 1977, durante Perugia Juventus, la sua una cardiomiopatia, già riscontrata durante gli esami clinici in carriera.

Poco più di qualche decennio dopo, il 30 Dicembre del 1989 durante la gara di serie A tra Bologna e Roma, Lionello Manfredonia difensore della Roma, si accascia al suolo privo di sensi. Il primo a soccorrerlo fu proprio un suo ex compagno di squadra ai tempi della Lazio e quell’anno in forza al Bologna, Bruno Giordano. Il massaggiatore Giorgio Rossi, riuscì a estrarre la lingua a Lionello, che trasportato in ospedale, uscì dal coma dopo due giorni. Stesso killer, letale e silenzioso :Arresto Cardiaco.

Marc Vivien Foe’, è il nerboruto centrocampista del Camerun, in forza al Manchester City. Durante la gara di Confederation Cup tra Colombia e Camerun il 26 Giugno del 2003,il giocatore si accascia al suolo privo di sensi. Inutili i tentativi per rianimarlo. Prima della sua prematura scomparsa, aveva siglato il goal con i Citizen, nel vecchio impianto di Maine Road. Arresto cardiaco.

Il 25 Gennaio del 2004 l’attaccante ungherese Miklos Feher, in forza al Benfica viene colpito da un Infarto durante una gara di coppa di lega contro il Vitoria Guimaraes. Causa del decesso? Cardiomiopatia ventricolare.

Antonio Puerta,esterno sinistro del Siviglia, muore il 28 Agosto del 2007 colpito da un Infarto alla prima giornata di campionato contro il Getafe. cardiomiopatia ventricolare, sempre lo stesso killer. Antonio aveva solo 22 anni e una splendida carriera.

Il caso Davide Aztori, da dimenticare per il calcio italiano e per la Fiorentina club dove il centrale difensivo militava, fino al giorno in cui fu trovato morto nella sua stanza d’albergo. Causa del decesso : Fibrillazione Ventricolare. Aztori era entrato nelle file della nazionale azzurra.

Pier Paolo Morosini, muore il 14 Aprile del 2012 durante la gara di serie b, tra Livorno e Pescara. Stessa diagnosi, stesso killer :Cardiomiopatia.

Esistono anche i miracoli, come quello di Eriksen, ma anche come Fabrice Muamba, congolese naturalizzato britannico in forza al Bolton nel ruolo di centrocampista. Il 17 Marzo del 2012, durante una gara di FA Cup, contro il Tottenham il giocatore si accascia al suolo improvvisamente. Il suo cuore smetterà di battere per un ora e diciotto minuti.  Muamba verrà sottoposto ad un intervento, dove i medici applicheranno un defibrillatore cardiaco impiantabile. Muamba lascerà la carriera agonistica il 15 Agosto del 2012.

Noi ci auguriamo che Cristian Eriksen, stia bene, che torni a giocare e che viva per il calcio, la, sua massima espressione agonistica. La sua vita e il suo modo di giocare apprezzato da Antonio Conte all’Inter dopo un difficile periodo di adattamento, che lo ha portato alla conquista della Serie A. Il sogno continua campione, ma non dobbiamo dimenticare tutti i giovani sognatori morti in campo prematuramente, quando le porte del tempio del calcio si spalancarono, coronando i loro sogni.

Noi non dimenticheremo l’eterno difensore Simon Kijaer, l’angelo nel posto giusto, al momento giusto. Il Fato ha voluto così. L’Europa calcistica lo ha già consacrato campione e giocatore dell’anno. In bocca al lupo Eriksen.

TAG: Christian Eriksen, Simon Kijaer
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