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Dalla Bibbia di Gutenberg il primo libro stampato in Europa, al corsivo di Manuzio con il punto, la virgola e il punto e virgola

| 6 Gennaio 2021 | CULTURA, LIBRI

Nelle Feste Natalizie tra i regali migliori ricevuti, sicuramente c’è un buon libro, una sana e sognante evasione. Spesso basta un titolo simile a una massima, o una frase efficace dietro la quarta di copertina, che preannuncia una nuova scoperta di luoghi e passioni. Anche l’odore della carta appena stampata, il tocco liscio o ruvido, resta per un buon lettore un piacere insostituibile da qualsiasi innovazione digitale. Per gli amanti di questo ricco e fantasioso oggetto cartaceo, anche i vecchi libri ammuffiti hanno il loro fascino, a cui si aggiunge oltre il racconto, la storia stessa del libro. Dai libri più antichi ai precedenti manoscritti, i quali vengono sostituiti con l’invenzione della stampa dal geniale Johannes Gutenberg (1400-1468).

Infatti,  l’orafo e tipografo tedesco, con la sua tecnica avvia “la stampa moderna”. Prima di lui in Europa si usano altri mezzi come i rotoli di papiro e i libri in pergamena.
Infatti, Gutenberg stampa la Bibbia il 24 agosto del 1456, il primo libro in Europa, detto anche “Bibbia a quarantadue linee” “con la tecnica dei caratteri mobili” e l’uso del torchio tipografico. L’opera comprende due volumi in folio, cioè un unico foglio piegato una volta, “in modo da avere quattro facciate ossia due carte” e per questo i tomi sono più grandi. Inoltre, viene usata la traduzione della Bibbia in latino la Vulgata di San Girolamo del V secolo.

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Il primo volume e parte del secondo comprende l’Antico Testamento e si conclude con il Nuovo Testamento, con 1282 pagine. Il progetto di lavorazione condiviso con il finanziatore Johannes Fust e l’incisore Peter Schöffer, dura circa tre anni iniziato il 23 febbraio 1453, e viene creato un carattere basandosi sulla scrittura gotica usata allora in Germania. In tutto comunque, vengono stampate centottanta copie, di cui quaranta con la pergamena e altre centoquaranta con la   carta di canapa, arricchite con molte decorazioni di piante e animali. La tecnica introdotta da Gutenberg permette di stampare più copie, a differenza dei manoscritti dove gli amanuensi devono scrivere ogni singola pagina e con lo stesso tempo di lavorazione avrebbero prodotto solo una copia del testo e non certo 180 volumi. Inoltre, ogni edizione diventa unica, con correzioni o disegni diversi, e sembra che per i bibliofili la più amata e ricercata sia la Numero 45.

Delle copie stampate,  ne sono rimaste quarantanove, e i singoli esemplari si possono ammirare al Museo Gutenberg di Magonza, a Roma nella Biblioteca Vaticana,  in Francia, Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Inoltre dal 2001 la Bibbia di Gutenberg è tutelata dall’Unesco.

Gutenberg con la sua Bibbia avvia la stampa, a cui si aggiungono sempre nuove tecnologie, che portano al libro moderno. Ad esempio i manoscritti e gli incunaboli più antichi non hanno il frontespizio,  introdotto solo alla fine del Quattrocento. Gutenberg dopo la Bibbia pubblica anche la grammatica latina e sono molti i tipografi che andando a Magonza cercano di apprendere le nuove tecniche di stampa. Nel Cinquecento infatti, a differenza della metà del secolo precedente, si diffondono le tipografie nei centri principali. E questo procedimento viene poi perfezionato e diffuso subito dopo da altri monaci a Subiaco, Roma, Venezia, Napoli e in altre città. La rivoluzione della stampa favorisce anche il teologo Martin Lutero, per la diffusione delle sue idee e tesi, che definisce l’innovazione “Divina”.

Inoltre, l’editore italiano Aldo Manuzio verso il Cinquecento, introduce il carattere corsivo e il Formato in ottavo, riducendo in questo modo la grandezza dei volumi e creando per primo un formato più pratico, anticipando i moderni tascabili. Manuzio con le sue pregiate Edizioni Aldine, diventa un esempio nella storia dell’editoria, con l’aggiunta della punteggiatura, e la creazione del punto e virgola. In Gran Bretagna il corsivo aldino viene adottato con il carattere Italic.

La Bibbia resta in assoluto il testo più stampato al mondo con circa cinque miliardi di copie e tradotta in 2800 lingue. La stampa come la carta però, nasce in Cina nel 1041 per opera di Bi Shen e da alcuni studi risulta che il libro più antico stampato al mondo, dovrebbe essere sulla religione buddista il Diamond Sutra del 868 e che si trova presso la British Library a Camden. Il libro invece, più antico è quello della Genesi, compreso nella Bibbia, che risale a circa 3.500 anni.

Comunque, nonostante questa grande invenzione, Gutenberg non riesce ad avere in vita dei vantaggi economici, anche se il suo nome oggi risulta eterno e geniale. E tenendo conto che ogni singola copia oggi sopravvissuta, ha un valore di circa 10 milioni di dollari. Forse è il prezzo pagato per essere celebre e immortale. D’altronde come alcuni passi della Bibbia tuonano: “Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato”. Altri hanno sicuramente avuto i loro benefici arricchendosi, o come il suo collaboratore e tipografo Peter Schöffer, che prendendo spunto dal suo Maestro introduce molte innovazioni, tra cui l’inchiostro colorato. Ma è il nome di Gutenberg con la sua intuizione il protagonista indiscusso a scrivere la storia e a essere celebrato per aver accelerato la trasmissione del sapere, diventando con la sua impronta il Padre della Stampa Moderna.

TAG: Bibbia, Europa
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