fbpx
adv-444
<< CULTURA

I giocattoli più antichi tra bambole, soldatini, yò-yò e “una paperella di gomma non si è mai soli”

| 8 Dicembre 2020 | CULTURA

Si avvicina il Natale e nonostante la Pandemia, la crisi e i mille pensieri, uno sguardo sulle vetrine di giocattoli si posa sempre. Almeno per le famiglie, i nonni e i parenti, che anche in periodo di economia sono alla ricerca di un dono non sempre piccolo e non proprio a risparmio. I negozi traboccano di ogni genere di gioco, che con lo sviluppo industriale e poi la tecnologia si sono maggiormente diffusi e diventati accessibili e sofisticati.
D’altronde il gioco accompagna l’uomo dalle sue origini e nella sua crescita evolutiva. E tra i più conosciuti “bambole e soldatini, animali, o strumenti usati dagli adulti”, in “pietra, legno, o argilla”.

Il gioco non solo come attività ludica, ma per sviluppare la creatività, la coordinazione, migliorare le capacità cognitive e la socializzazione. Un’attività antica e naturale presente in ogni specie dagli animali all’uomo, che comprende l’imitazione del modello adulto e sociale.
Infatti, già nell’Antico Egitto le bambine giocano con bambole di porcellana o in pietra, mentre per i Romani sono “ di cera o terra cotta, e i bambini … con archi e frecce finti”.

adv-997

Tra i giochi più antichi il semplice e divertente yò-yò,  con testimonianze dalla Cina che risalgono a circa 2500 anni, e dall’Antica Grecia intorno al 500 a.C. I materiali usati vanno dal legno, alla terracotta, stoffa, pietra. Altro gioco è quello dell’aquilone ideato sempre dai Cinesi nell’anno 1000 a.C. La palla, le “suppellettili in miniatura, i burattini, le trottole ed i birilli”. I birilli sono noti  dal IV secolo a.C. e gli Inca usano “un giocattolo simile al cerchio”. Le tracce invece del gioco delle bocce sono presenti in Turchia intorno al 7000 a.C. e  in Egitto verso il 3200 a.C., ritrovate sembra in una tomba di un ragazzo.

Nell’Epoca antica, l’occasione per regalare i giochi ai bambini avviene nei Saturnali a Roma e “in Grecia durante le feste delle Antesterie”.
Con il Medioevo i giochi sono prevalentemente di legno, argilla e cera e appaiono più semplici. Nel Barocco invece si diffonde “la lanterna magica o gioco delle ombre cinesi” e “nascono i primi giochi istruttivi come le carte da gioco che insegnano l’alfabeto e l’astronomia”.
E verso il 15. secolo sembra sia la Germania ad avviare la “prima produzione commerciale”, con la creazione di bambole a Norimberga, a cui si aggiungono sonagli e flauti. Si diffondono in generale trottole, soldatini, scudi, spade e cavalli a dondolo.

Nell’Ottocento con lo sviluppo industriale, vengono introdotti sul mercato altri materiali come “gomma, cartapesta, materie plastiche”, usati per nuovi giochi, modellini di macchine e in seguito anche missili e astronauti. Fino ad arrivare a una produzione massiccia di giochi soggetti a mode, associati ai film come quelli della Disney, con gadget e riproduzioni dei protagonisti.

Tra le bambole più famose da ricordare la Barbie, che vede la luce nel 1959 per opera dell’Americana Ruth Handler e di suo marito Elliot Handler, e che prende il nome da Barbara “diminutivo” della figlia.
Anche i Lego, creati in Danimarca in un’industria nata intorno al 1930 a Billund, diventano tra i giochi educativi e più amati. E il termine danese “leg godt, … significa “gioca bene”,  adatto non solo ai bambini, ma anche adulti,   determinando il suo successo fino alla produzione di film.

Altri giochi utili come il Play-Doh e il cubo di Rubik sono anche tra i favoriti e quest’ultimo conosciuto come il cubo magico, sembra un test per l’intelligenza. Ideato nel 1974 “dal professore di architettura e scultore ungherese Ernő Rubik”  è “il giocattolo più venduto della storia”.

Inoltre, tra i primi giocattoli meccanici con suoni e movimenti, come le bambole che strizzano l’occhio e altre animazioni, vengono prodotti dagli Inglesi nel 1701, compreso i puzzle. Da allora la tecnologia ha fatto progressi con giochi animati, attivi, come  i bambolotti che camminano, parlano, cantano, rispondono e alcuni in piena autonomia sono in grado di svolgere i loro bisogni fisiologici, meglio dei soggetti stitici.

E sicuramente questa tipologia è più appropriata degli attuali videogiochi, che tendono a proporre nel bambino una visione distorta e violenta della realtà. Infatti, Daily Telegraph di Londra sostiene che: “Oggi i giocattoli promuovono l’immagine di una società violenta, senza legge”, favorendo comportamenti aggressivi e sbagliati. Ma oltre ai videogiochi aggressivi, resta preoccupante l’infanzia di tanti bambini in alcuni paesi educati alla guerra, addestrati al rischio, alle armi, vivendo realmente quello che altri simulano giocando. Infanzie negate a favore dei conflitti in guerre senza fine.

A queste tristi realtà laddove è possibile, sono preferibili i tradizionali cucù settete, mosca cieca, rubabandiera, la campana e nascondino.  Meglio misurarsi con il cubo di Rubik pur non essendo portati e anche se si ha l’impressione di non essere abbastanza intelligente, come spesso capita.

L’importante è giocare con la stessa “serietà” dei bambini e con la scusa dei figli, associarsi a loro e sfogare il proprio estro e il proprio bambino represso, costretto a crescere e a recitare il ruolo dell’adulto maturo e sensato, pur essendo un eterno e irragionevole fanciullo. Ricordando tra l’altro le parole dei grandi personaggi da George Bernard Shaw che: “L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”. A Platone che: “Si può scoprire di più su una persona  in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione”.  E per finire, quelle ironiche di Douglas Adams che ricorda: “Con una paperella di gomma non si è mai soli”.

TAG: giocattoli, Natale
adv-945
Articoli Correlati
WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com