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YVES KLEIN E IL NOUVEAU REALISME IN FRANCIA

| 19 Ottobre 2020 | CULTURA

Nel 1960, in Francia, si formò un movimento, paragonabile al New Dada americano, che affondava le sue radici culturali nelle esperienze dadaiste di inzio secolo. Teorico e promotore del Nouveau Réalisme fu il critico Pierre Restany, che nei suoi scritti parlò di un “nuovo approccio percettivo del reale”, ossia di una diversa forma di riappropiazione dell’oggetto e della realtà da parte dell’artista.

L’esponente di maggiore rilievo del Nouveau Rèalisme fu Yves Klein (1928-62), che visse solo trentaquattro anni, ma in un breve lasso di tempo seppe anticipare le tendenze dei vent’anni seguenti.

Nella conferenza tenuta alla Sorbona nel 1959, intitolata L’Evoluzione dell’arte e dell’architettura verso l’immateriale, espresse il suo originale pensiero di impronta esoterica e teosofica, comprendente anche elementi desunti dalle dottrine dei Rosacroce, delle arti maziali giapponesi e del buddhismo. Esordì con dipinti rigorosamente monocromi e brevettò il blu oltremare che contraddistingue le sue opere, chiamandolo I.K.B., International Klein Blue.

Dal 1958 tornò, a suo modo, alla figurazione con le Antropometrie, ovvero impronte sulla tela dei corpi nudi delle modelle, utilizzate con pennelli viventi e i Ritratti-rilievo di colleghi e amici, realizzati attraverso calchi e colorati con il suo caratteristico blu. Vanno ricordati anche i progetti per le Sculture d’aria, la serie delle Spungne e i componimenti musicali, usati come sottofondo dei suoi happening, denominati Sinfonie monotone.

Fecero parte del gruppo anche altri notevoli artisti, che meritano una menzione. Arman a partire dal 1959, realizzò assemblaggi di oggetti, stipati in contenitori di plexiglass, che chiamò Accumulazioni. César è noto soprattutto per le sue Compressioni, carrozzerie di vecchie automobili pressate fino a diventare delle scatole di lamiera. Christo artista di origine bulgara, si espresse impacchettando oggetti, nascondendoli alla vista dello spettatore e, in un certo senso, negando la realtà.

Daniel Spoerri, svizzero di origine rumena trasferitosi a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, fu primo ballerino dell’Opera di Berna prima di dedicarsi all’arte. Le opere che gli hanno dato fama internazionali sono i Quadri-trappola, nei quali inserisce oggetti della vita quotidiana, tra cui anche avanzi di cibo. Lo scultore Jean Tinguely inventò macchine che non hanno alcuna utilità pratica, azionate da un motore e composte da materiali di scarto. Sua moglie Niki de Saint Phalle creò enormi sculture di gusto grottesco e ironico, raffiguranti corpulente figure femminili, quali la Nana e animali mostruosi.

Tra le sue opere più celebri citiamo la fontana del Centre Pompidou di Parigi e il Giardino dei Tarocchi di Capalbio. Mimmo Rotella è l’unico italiano ad aderire al Nouveau Rèalisme, fu l’ideatore dei Décollages, manifesti pubblicitari sovrapposti l’uno e l’altro e successivamente lacerati, nei quali crea una casuale e straniante sovrapposizione di immagini e messaggi tra loro contraddittori.

TAG: Nouveau Rèalisme, Yves Klein
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