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Sonia Perenzoni (M5S), candidata al consiglio regionale del Veneto

| 28 Agosto 2020 | REGIONE VENETO

E’ combattiva, tenace, orgogliosa la donna che ci ha aperto le porte della sede del Movimento 5 Stelle a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza.

Sonia Perenzoni, dopo una lunga gavetta nel M5S e una notevole esperienza da consigliere nella giunta comunale di Montecchio Maggiore, si candida a consigliere regionale del Veneto.

Un appuntamento elettorale a cui non poteva mancare visto i tanti argomenti che, negli ultimi anni, hanno gravato sulla pelle dei cittadini veneti. Vittime di negligenze di amministrazioni alle quali va imputato l’inefficienza politica ambientale del territorio.

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“Mi sono resa conto che tutte le tematiche trattate in consiglio comunale a Montecchio Maggiore, erano tutte tematiche sovra comunali esempio: la Pedomontana parte da Montecchio e arriva a Spresiano, l’inquinamento da PFAS parte da Trissino passa per Montecchio e continua inquinando mezzo Veneto, la Tav che trancia Montecchio. Quindi tutte le grandi opere che abbiamo visto in consiglio comunale, compreso la costruzione dell’ospedale, tutte tematiche studiate qui a Montecchio alla fine avevano una valenza regionale.” – afferma Sonia Perenzoni.

Dalle prime battute si comprende subito che la candidata del M5S, qualora venisse eletta, è pronta ha sbattere sul tavolo della giunta regionale una serie di argomenti che in questi anni sono stati trattati in maniera poco incisiva.

Infatti Sonia Perenzoni è molto determinata sull’asse ambientale del territorio. “Sull’inquinamento ambientale da PFAS mi sono battuta molto in questi cinque anni, è mi sono resa conto che c’era il bisogno di fare uno scalino in più, andare a un livello un po più alto, per concludere quello che ho cominciato.”

Continua Perenzoni: “Il mio obbiettivo, cinque anni fa, era quello di far chiudere la Miteni e mandarla a processo; e questo è stato fatto. Il prossimo obbiettivo è quello di farla realmente bonificare, perché quello che stanno tentando di farci passare come una bonifica non lo è. Per evitare che le nostre prossime generazioni possano usare quell’acqua di falda senza filtrarla e per consentire loro di riusarla fra cento anni senza il filtraggio, bisogna asportare completamente il terreno sotto la Miteni perché ogni giorno che rimane lì la falda è inquinata, questo è il mio obbiettivo insomma.”

Dunque, la sua candidatura si proietta con armi abbastanza affilate che ne determinano le notevoli capacità della pentastellata montecchiana. E lo si intuisce quando parla del predominio politico della Lega in Veneto. Partendo da un cavallo di battaglia del Carroccio: l’autonomia.

“Noi siamo favorevoli all’autonomia, differenziata dalle regioni – dice Perenzoni – ma dobbiamo fare un passo indietro: la Lega mantiene il suo consenso continuando a promettere una cosa ma non facendola mai. Autonomia? Quanti anni sono che che ci promettono l’autonomia!? Prima era la secessione – (con i carri armati) -, poi è arrivata la deregulation, che non abbiamo capito di cosa parlava, e l’autonomia. In pratica ti continuano a mostrare la carota ma non te la danno mai, questo è il senso.” – è l’affondo della Perenzoni.

Una Perenzoni che non si ferma solo sulle questioni della regione ma che esprime le lacune di un centrodestra a livello nazionale. “Quanti anni è stata al governo la Lega con Berlusconi!? Undici. Hanno fatto qualcosa? No! Hanno formato il governo M5S-Lega, chi aveva il ministero dell’autonomie!? La Lega, hanno fatto qualcosa? No! Alla Lega non interessa raggiungere l’obbiettivo, non è quello l’importante. L’obbiettivo loro te lo continuano a spostare con una scusa, ti fanno il referendum spendendo parecchi soldi mentre le altre regioni raggiungono gli stessi risultati senza referendum, poi danno la colpa agli altri, magari la colpa è del M5S al governo da due anni mentre loro in ventanni l’autonomia non l’hanno data.”

Un controsenso che la Perenzoni mette in evidenza senza mezzi termini: “Se togli alla Lega immigrazione e autonomia, cosa gli rimane? Di cosa parlano? La Lega vive su questi punti, l’immigrazione che mette paura alla gente, invasione: follia. Fatalità sono sbarcati molto meno quest’anno rispetto quando era ministro Salvini. In più, i rimpatri che ha effettuato il ministro Lamorgese quest’anno sono molto di più di quelli rimpatriati da Salvini.”

Continua Perenzoni – “Chi ha firmato il regolamento di Dublino? La Lega Nord del governo Berlusconi. Cosa prevedeva il regolamento di Dublino? Che il primo paese di approdo doveva tenersi i migranti. Quindi di cosa parlano!? Quindi è cosi palese che il loro guadagno elettorale è enorme, continuando ad alimentare cattiveria verso le persone disagiate e blaterare che ci rubano il lavoro.”

E’ inarrestabile Sonia Perenzoni che si è concessa in tutta la sua naturalezza e fermezza che l’ha contraddistinta a livello locale. Oggi tenta di salire le scale di un palazzo più alto, quello della Regione Veneto dove, se gli elettori glie lo consentiranno, potrà portare a termine un lavoro ambientale che gioverebbe tutta la regione.

Alla fine di questo incontro, di cui manderemo l’intervista video in forma integrale nei prossimi giorni, la domanda è scontata: perché gli elettori dovrebbero votare la candidata del M5S Sonia Perenzoni al consiglio regionale.

“Perché non sono l’ultima arrivata. Ho lavorato, sono sette anni che mi occupo di ambiente in questo luogo non proprio sano dal punto di vista ambientale, portando alla luce vari scandali. Il primo, quello più importante, quello dei PFAS. Per chi non lo sa abbiamo la seconda falda più grande d’Europa inutilizzabile. Cioè quell’acqua prelevarla e utilizzarla non è possibile. Bisognerebbe spendere milioni e milioni ogni anno per filtrarla, questo è lo scandalo questo è il problema. Voglio bonificare la Miteni in maniera incisiva non all’acqua di rosa. Secondo motivo per votarmi, siccome ho una malattia cronica mi devo recare ogni tre mesi in ospedale; pagare il parcheggio dell’ospedale è una cosa indegna. Non si comprende perché il parcheggio del supermercato è gratuito mentre se vai a curarti il parcheggio è a pagamento; capite che c’è qualcosa che non torna!? E poi le liste d’attesa. Si parla tanto della sanità della Regione Veneto come la migliore del mondo, eppure se provate a prenotare una visita medica la lista d’attesa è lunghissima mentre prenotando a pagamento vi visitano il giorno dopo. Come è possibile!? Poi parlo con medici e infermieri e vengo a sapere che macchinari che sono a disposizione non vengono utilizzati 8 ore al giorno, ma l’utilizzo di questi macchinari vengono scaglionati. Del perché non si sa, di conseguenza ti dirottano sul privato convenzionato così paghi due volte: il ticket e dopo la Regione Veneto paga la prestazione più cara al privato convenzionato. C’è un giro che non mi piace, sinceramente bisognerebbe approfondire su questo argomento”.

TAG: #Regione Veneto, elezioni regionali 2020, M5S, Montecchio maggiore, Sonia Perenzoni
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