sabato, Settembre 19, 2020
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Emergenza Migranti: Hot Spot di Lampedusa al collasso

Ancora una tra beghe politiche e sterili propagande l'Italia non riesce ad arginare l'eterno problema dei migranti

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Sembra un paradosso ma è pura realtà. L’isola di Lampedusa, ultimo baluardo dell’Arcipelago delle Isole Pelagie e meta turistica indiscussa, è messa in mezzo tra gli arrivi di migliaia di turisti, desiderosi di andare a fare il bagno nella bellissima Isola dei Conigli e nella famosissima Cala Grecia, e gli arrivi di centinaia di disperati provenienti dalle coste della vicina Africa e che negli ultimi giorni hanno messo in tilt l’hot spot che ospita gli stessi migranti a Lampedusa.

Tre settimane fa nel giro di quarantotto ore sono sbarcati 791 migranti su imbarcazioni di fortuna, al punto da costringere la Regione Sicilia a chiedere lo stato di emergenza  e predisporre un piano straordinario di trasferimenti, dove si fatica a stare al passo dei continui sbarchi, dove il dramma dei migranti si consuma tra quella politica cinica e indifferente, nei confronti di un Italia che deve sobbarcarsi un emergenza senza precedenti e con il rischio di accogliere migranti infetti, positivi al Covid-19.

A Roma qualcuno fa campagna elettorale, sfruttando l’immagine di Chico Forti, qualcun altro in parlamento cerca di salvare la faccia impugnando il caso della Nave Gregoretti, una questione migranti da risolvere attraverso gli intoppi burocratici,che non risolveranno nulla, nemmeno le criticità dei centri di accoglienza in Sicilia considerati inadatti per gestire un crescete esodo di massa che si sta riversando sulle coste siciliane.

“Questa è l’immagine che il governo Conte sta dando dell’Italia nel mondo (e poi sarei io a creare “sfiducia”). Dovete vergognarvi, state rovinando il Paese più bello, importando finti profughi e positivi al Covid, giorno e notte: il giudizio degli italiani sarà senza appello”. L’ennesimo messaggio sui social da parte del leader leghista Matteo Salvini,che in chiaro chiama in causa gli italiani sul proprio giudizio che sarà senza appello. Non una parola, su eventuali politiche di gestione e controllo dei flussi migratori, non un parola su quello che dovrebbe essere la sicurezza nel nostro paese e gli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell’istruzione e nella netta ripresa di un paese che vive di propaganda e mostra il Ponte Morandi come quell’Italia che rinasce?

L’Italia che rinasce dovrebbe essere quell’Italia democratica che non fa distinzioni di sesso e di razza, non abbandona i cittadini alla mercè delle politiche senza senso, o a senso unico, oppure mirate solo ed esclusivamente al controllo degli interessi lobbistici occultati dalle dichiarazioni di un ministro Di Maio, deciso e compatto nel revocare le concessioni autostradali alla famiglia Benetton. Un Italia che latita ancora sulle politiche migratorie, che non riesce a ricompattare le schiere politiche e ad evitare al massimo i risentimenti nazionalistici che inneggiano alle vecchie dittature senza capirne il danno politico e sociale che potrebbero arrecare.

Questa Italia, rimane sempre e comunque l’Italia vista nel contesto europeo, che non riesce  a ripensare che il controllo efficace dei flussi migratori, con una macchina organizzativa comprendente una task force di professionisti e addetti al controllo del territorio e dei confini marittimi, potrebbe mettere in buona luce questa classe politica che glissa sulle fughe dei migranti dai centri di accoglienza e mette nuovamente in condizioni di disagio gli stessi operatori e infine il popolo che dovrebbe dare il giudizio finale quando sarà il momento di andare alle urne.

Il Ministro degli Interni Luciana  La Morgese, rilascia le sue dichiarazioni dove afferma che “ci troviamo davanti ad un evento con numeri di ingresso elevatissimi, si tratta di fare di più anche con le regioni e stiamo lavorando per distribuire i tamponi e monitorare lgi sbarchi senza problemi”. Ma sulla tempestività di interventi per prevenire il collasso della piccola isola di Lampedusa e dei centri di accoglienza in Sicilia si temporeggia ancora.

Forse la questione migranti, l’ingresso di Capitale Umano nella nostra nazione non riguarda l’agenda di alcuni politici che si rispecchiano al vecchio pensiero sovranista e populista? in effetti, con dati alla mano, l’Europa è un paese che sta invecchiando e tra decenni servirà un apporto di Capitale Umano che dovrebbe essere fattibile solo con un adeguato processo di accoglienza e integrazione sociale regolarmente controllato e monitorato costantemente. Al tavolo di Bruxelles, siamo riusciti a portare il Recovery Fund per la risalita economica e sociale del nostro paese, sperando che i fondi siano equamente ripartiti per risolvere i numerosi problemi in ambito occupazionale, sanitario e strutturale.

Il tempo dei diritti civili e umani, arriverà quando avremo una classe politica democraticamente coscienziosa e conscia del fatto che l’Europa deve ascoltare le nostre prerogative essenziali sul team caldo delle riforme per la politica interna e sui futuri passi che dovranno darci un peso, sulla politica internazionale, che fino ai giorni nostri è piuttosto blanda ed inefficace.  Nel frattempo, noi ci facciamo carico del Dramma Umano per eccellenza, sotto l’indifferenza totale della UE. 


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