sabato, Settembre 19, 2020
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Covid, Economia e Ripartenza. Lo spirito del capitalismo in Max Weber

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L’apparente affievolirsi del Virus, che ci ha tenuto a casa per quasi due mesi, ha sollevato dibattiti, riflessioni, ampli scontri politici.

Alla deflessione dei meri dati clinici, si innalza l’asticella del gridato, della ricerca della ricetta sociale, o della “panacea”, che risolva le manchevolezze ataviche del Sistema Italia, che il mondo sociale, il popolo “minuto” rivendica.

E’ il problema del sistematico deficit del sistema sanitario e del comparto politico, negli occhi del lettore dei quotidiani, che sfoglia le cronache, drammatiche, che lo rendono partecipe di vicende umane assurde e inspiegabili.

In questo contenzioso di “grida manzoniane”, popolo, governo, organi di informazione, si è assistito ad un diverso approccio, talora incomprensibile, delle dichiarazioni rese dai Capi di Stato, nelle aree oggi maggiormente colpite da questo fenomeno, e che riflettono la politica estera e medica del paese.

Clinica e cinica.

Non un fronte comune che sconfigga il virus, ma un ordine sparso di abaii alla luna.
Un mondo di “Società apparentemente similari nelle linee del profilo democratico ed economico, eppure così distanti, se si ricerca nel loro “modus cogendi et operandi”.

A tal proposito, e, senza essere esaustivi o pedanti, il pensiero di Max Weber.

L’approccio reso dal Filosofo e sociologo tedesco spaziò dalla filosofia alla scienza, alla ricerca umana, in un periodo di profondi cambiamenti e di sistematicità non solo filosofica.

Un anno prima della morte pubblicò, tra le altre, due importanti conferenze tenute all’università di Monaco, nella quale era Professore Ordinario; una, sulla “Scienza come professione” (Wissenschaft als Beruf), e l’altra sulla “Politica come professione” (Politik als Beruf).

Sulla Scienza, come professione, ebbe a dire: “Ogni lavoro scientifico compiuto comporta nuovi ‘problemi’ e vuol invecchiare ed essere necessariamente superato”.
Solo la costante pratica ha permesso un costante miglioramento, nella scienza e nelle discipline ad essa correlate.

La pratica della scienza, l’interesse per la sua competitività, nelle moderne democrazie, appare ancora oggi, mestamente ridimensionata, succube di politiche di clientela, di appannaggi criminalmente consolidati.

Se quindi la rinascita che, pur a tratti si vede, nel nostro paese, è da auspicarsi, non da meno sono da commendare gli” interessi materiali e ideali, non le idee a dominare immediatamente l’agire dell’uomo”. (Sc. Op cit.).

Sulla politica, come missione, pose l’accento sul concetto di Servizio, solo quando l’uomo avesse a vivere autonomamente per il compito che ricopriva in maniera assolutamente avulsa da logiche personali.

Il quale, anche con uno sguardo rivolto alla morale, poco egemone nella cultura Illuminista, svolga “economicamente ed indipendentemente” il proprio ruolo, senza condizionamenti. (Pol. Op. cit).

Una rilettura attenta appare per i tipi “Einudi” del 2004 (AA.VV.), la cui nicchia di riferimento è di facile raggiro, con un impiegato attento, colto, che conosca lo scaffale più remoto.


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