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Il Governo verso uno scostamento di bilancio di 25 miliardi

| 23 Luglio 2020 | POLITICA

Lo scostamento di bilancio che il governo chiederà alle Camere dovrebbe essere di 25 miliardi. E’ quanto spiegano fonti di maggioranza mentre, a Palazzo Chigi, è ancora in corso il vertice dei capi delegazione e dei responsabili economici di Pd, M5S, Iv e Leu con il premier Giuseppe Conte.

La richiesta di nuovo deficit, che sarà ufficializzata nel Cdm di questa sera potrebbe salire da 20 a 25 miliardi. Buona parte dei fondi sarà destinato alla Cig Covid, agli enti locali e agli incentivi alle imprese per le assunzioni.

Il Consiglio dei ministri esaminerà anche l’eventuale proroga dello stato d’emergenza connesso al Coronavirus. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, tutte le ipotesi sulla durata della proroga sarebbero ancora sul tavolo.

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“Si è trattato di un vertice straordinario anche in termini di complessità. L’intesa raggiunta rappresenta senza dubbio un passaggio fondamentale che ci spinge ad affermare che l’Ue è stata all’altezza della sua storia”.

Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni al Senato aggiungendo che “l’Ue sta affrontando una crisi che ha coinvolto Paesi e scosso la vita cittadini europei, costringendo a riconsiderare in modo repentino prospettive e sviluppo. Nel corso di questi mesi l’Ue ha saputo rispondere con coraggio e visione fino a d approvare per la prima volta un ambizioso programma di bilancio. Si è radicato un mutamento di prospettiva”.

“L’approvazione del poderoso piano di finanziamento – ha proseguito il premier – è interamente orientato alla crescita economica, allo sviluppo sostenibile e alla transizione ecologica. In favore di un’ Ue più coesa, più sociale, più vicina ai cittadini, certamente più politica. E’ l’unico percorso possibile per preservare l’integrità del mercato unico e la stabilità stessa dell’unione monetaria. Un intenso impegno politico e diplomatico iniziato ben prima del vertice ha consentito di vedere confermato il volume complessivo della proposta: 750 miliardi di euro, quindi la proposta è rimasta integra”.

A Bruxelles, spiega “è stata confermata una risposta ambiziosa, adeguata alla posta in gioco. E in questa prospettiva abbiamo lavorato non solo per preservare il nostro Paese ma anche le prerogative delle istituzioni Ue, da alcuni tentativi insidiosi” nei confronti della stessa Europa.

“Ci sono stati dei momenti in cui la rigidità delle differenti posizioni sembrava insuperabile. Ma anche in quei momenti continuava a maturare la consapevolezza di un profondo senso di responsabilità. Non potevamo fallire, accedere a un mediocre compromesso o rinviare la soluzione.Il risultato non appartiene ai singoli, neppure a chi vi parla, al governo, o alle forze di maggioranza. Appartiene all’Italia intera”.

“Desidero ringraziare tutti i ministri che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno, una menzione particolare al ministro Amendola che era con me a Bruxelles. E mi sento davvero di ringraziare tutte le forze di maggioranza: avete sostenuto in modo compatto il governo. Però permettetemi di ringraziare l’opposizione che pur nella diversità delle differenze ha capito l’interesse nazionale. La classe politica italiana nel suo complesso ha dato prova di grande maturità. Ringrazio poi tutti i cittadini italiani”.

“Un risultato politicamente rilevante dell’intensa azione politica e diplomatica è che il meccanismo di governance preserva le prerogative della commissione Ue. I piani saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata ma singoli esborsi saranno decisi dalla commissione Ue. Anche il freno di emergenza avrà una durata massima di tre mesi e non potrà prevedere un diritto di veto”.

Il meccanismo dell’ “unanimità avrebbe imprigionato lo strumento chiave della ripresa in veti incrociati tra Paesi membri. Su questo punto l’Italia ha tenuto la sua linea rossa”.

“Ho ritenuto mio dovere essere qui per riferire sul Consiglio europeo che ha assunto decisioni di portata storica. L’Ue Ha saputo rispondere con coraggio e visione fino ad approvare un ambizioso programma di rilancio. Siamo chiamati ad un forte e profondo impegno per farsi che il percorso riformatore abbia concreta attuazione. Del piano di riforme abbiamo già posto le basi. Il piano della ripresa sarà un lavoro collettivo, ci confronteremo con il Parlamento. Dobbiamo impegnarci anche per aumentare la fiducia nelle istituzioni italiane e nell’Ue”.

Il premier ha spiegato poi che sarà necessario “impiegare in maniera efficiente le risorse, la crisi da Covid ha reso evidente alcune storiche criticità, questo governo si assume la responsabilità di predisporre e realizzare un piano con determinazione e lungimiranza. La credibilità dell’Italia in Ue passa anche dal saper dimostrare di cogliere questa opportunità storica, non farlo sarebbe un errore epocale di cui non potremmo accusare l’Ue”.

“Il fiore della speranza è tornato al centro del giardino europeo”. E’ con una citazione di Jacques Delors che il premier Giuseppe Conte conclude il suo intervento al Senato descrivendo l’importanza dell’accordo raggiunto a Bruxelles.

TAG: Camera, CdM, Italia Viva, LeU, m5s-pd, premier Conte, Senato, UE
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