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Sanità di prossimità, alla Camera la sfida del DL Concorrenza: l’allarme di ASSO sul rischio desertificazione

| 30 Giugno 2026 | ATTUALITÀ, POLITICA, SALUTE

Si è svolto questa mattina alla Camera dei Deputati, nella Sala Matteotti, il convegno “Sanità di Prossimità e Regole di Mercato: quale futuro per i territori?”, promosso dalla Confederazione Datoriale ASSO. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo associativo e imprenditoria sanitaria da tutta Italia — da Bari a Milano, da Torino a Potenza, fino alla Sicilia, terra dove la battaglia è nata.

Al centro del dibattito, il rischio che il DL Concorrenza, applicato senza correttivi alla sanità privata accreditata, favorisca la concentrazione dei servizi nelle mani dei grandi gruppi internazionali, a scapito delle aree interne e delle piccole e medie imprese del settore. Dal 1° gennaio 2027 l’Italia sarà l’unico Paese europeo a mettere a bando le strutture sanitarie accreditate secondo questa logica.

Ad aprire i lavori, in qualità di padrone di casa, il Vice Presidente della Camera, On. Giorgio Mulè, che ha ospitato il convegno riconoscendo il valore del lavoro tecnico e politico portato avanti da ASSO sul dossier, in un percorso di dialogo istituzionale costante che ha già prodotto risultati concreti, pur tra le difficoltà di trovare una sintesi condivisa all’interno della maggioranza.

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Il Presidente di ASSO, Diego Pizzicaroli, ha sottolineato come l’associazione abbia “squarciato il velo” su un tema rimasto per anni nell’oscurità, esprimendo l’auspicio che l’iniziativa comune avviata con Mulè possa “aprire una breccia” anche nei ragionamenti della maggioranza.

L’On. Davide Faraone, Capogruppo di Italia Viva, ha offerto uno degli interventi più articolati della mattinata: ha distinto con nettezza tra sanità privata pura e sanità privata accreditata, definendo “una forzatura” l’idea di applicare a quest’ultima le stesse logiche di mercato previste per ambiti commerciali come ombrelloni o taxi. Faraone ha denunciato la “totale chiusura da parte del governo” sul dossier, paragonando il rischio di smantellamento della sanità accreditata a quanto accaduto nel settore automotive, ceduto senza una transizione governata.

Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Fondazione Età Grande, ha rilanciato la proposta di un Tavolo Nazionale dell’Accreditamento aperto a gestori e Terzo Settore, fondato su un criterio di prossimità territoriale: “La cura appartiene alle persone, ai territori, alle comunità — non al mercato”.

Pietro Scozzari, Presidente della Federazione Imprese Socio Sanitarie di ASSO, ha portato la testimonianza diretta di chi gestisce strutture nelle aree interne, come le Madonie, a 100 km dai centri abitati: un’eventuale concentrazione degli accreditamenti nelle grandi città lascerebbe quei territori senza alcun presidio sociosanitario, a discapito della cittadinanza.

Domenico Arena, Presidente Nazionale del Settore RSA di ARIS, ha confermato come le proposte tecniche elaborate dalla sua organizzazione siano in larga parte sovrapponibili a quelle di ASSO, segno di un’analisi condivisa sul rischio della doppia gara prevista dal nuovo sistema di accreditamento e sulla necessità che gestori e Terzo Settore siano riconosciuti come interlocutori, e non semplici ospiti, nel Tavolo Nazionale dell’Accreditamento.

Pizzicaroli ha chiuso i lavori rinnovando l’invito alle sigle ancora assenti a tornare a un percorso comune: “La tutela delle PMI sanitarie e dei cittadini dei territori disagiati non è una bandiera di parte, ma una responsabilità che appartiene a tutti. Invitiamo pertanto il Parlamento ed il Governo a trovare una soluzione condivisa ed efficace”.

TAG: Camera dei Deputati, Confederazione Datoriale ASSO, Davide Faraone, Diego Pizzicaroli, DL Concorrenza, Domenico Arena, Giorgio Mulè, Monsignor Vincenzo Paglia, Pietro Scozzari, Settore RSA Aris
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