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I simboli e la Resurrezione in un’insolita, immobile e toccante Pasqua

| 11 Aprile 2020 | CULTURA

La Pasqua, la festa cristiana più importante, quest’anno arriva in una calma surreale, un tempo sospeso, dove ogni cosa e persona riposa inquieta serrata nel proprio guscio, in attesa che il pericolo sorvoli e di tempi migliori.

Eppure il clima di quiete e di attesa predispone mai come ora alla preghiera e alla comunione. Nel silenzio il rumore di anime, che si stringono forte aspettando la Resurrezione di Cristo e i suoi doni.

La Pasqua ci insegna la Rinascita, seguendo l’esempio di Gesù che ritorna dopo la sua morte per un messaggio di fede, “ricordando tutto il mistero di Cristo, che culmina nell’evento salvifico della croce e ridesta l’attesa”. Per gli ebrei invece la festa significa la liberazione dal dominio degli egiziani, celebrato con il pane azzimo e l’agnello.

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Il termine “Pesach”, viene dall’aramaico e indica un “passaggio”, prima dall’inverno alla primavera, e con i cristiani e Gesù dalla morte alla vita eterna. Infatti, l’episodio della sua Resurrezione viene testimoniato nel Vangelo e nel Nuovo Testamento da Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

Per quanto riguarda le tradizioni tra quelle più note le uova da regalare, oggi al cioccolato, che simboleggiano la rinascita, e all’epoca sono vere e colorate. Nella religione cristiana il mito delle uova si diffonde, quando Pietro per credere al racconto di Maddalena, che trova il sepolcro vuoto esordisce: “Crederò alle tue parole (ovvero la Risurrezione di Cristo) solo le uova che porti nel tuo cestino si coloreranno di rosso”. E Pietro riceve la conferma vedendo le uova tingersi di rosso. Purtroppo è solo una delle tante leggende, priva di fondamento storico, ma a cui piace tanto credere per colorare oltre le uova anche gli eventi.

Una volta comunque “l’uovo veniva dato in dono quando il giorno di Pasqua coincideva con i riti di primavera per festeggiare la fecondità”. E di “buon auspicio”, anche per i Persiani, gli Egiziani e nella cultura Greca e Romana. In seguito con il Medioevo e anche nei secoli successivi le uova nella festività si usano per colazione, sode e poi omelette e colorate. L’uovo di Pasqua al cioccolato ha invece una nascita incerta forse risale a Luigi XIV, o forse in America. Di sicuro in Ucraina sono diffuse le uova artistiche chiamate  “Pysanka”. E il primo uovo al cioccolato in commercio viene distribuito dalla compagnia inglese J. S. Fry & Sons di Bristol, nel 1873. In Italia a Tosca, nella Pasqua del 2011 viene creato da un’azienda l’uovo più grande del mondo, con sette tonnellate di cioccolato.

Per quanto riguarda la data della Pasqua è “mobile”, ma con il Concilio di Nicea 325 d.C., viene stabilita la data ogni anno e non più onorata tutte le domeniche. Oggi è calcolata in modo scientifico con il meridiano di Gerusalemme. Inoltre, le campane, il Venerdì Santo rispettano il silenzio, in onore della Morte Salvifica di Gesù, per poi “sciogliersi” e suonare in festa la Domenica della Resurrezione. Durante la Settimana Santa anche nei conventi d’Oriente “le campane non suonano, ma viene usato uno strumento di legno, che si gira, provocando un chiasso per invitare la Comunità alla preghiera”. Altri simboli diffusi sono l’ulivo e la colomba come segno di pace.

L’ulivo sia nella storia, che nella mitologia greca viene considerato un simbolo di pace. E nei racconti biblici l’ulivo appare nella folla, quando Gesù entra a Gerusalemme. Ricordato poi l’evento come la Domenica delle Palme. Pure la colomba diventa un simbolo di pace, come riporta l’episodio della Genesi, in cui Noè lascia andare tre volte una colomba, che ritorna con un rametto di olivo nel becco, come una nuova Pace con Dio e la fine del Diluvio Universale. L’agnello viene associato a Gesù, alla purezza e al sacrificio che libera l’uomo dal peccato.

Ora, in questa insolita, immobile e toccante Pasqua, si attende la colomba con il rametto di ulivo e la vittoria dell’umanità sul male, che chiusa nel suo guscio spera e prega. Per liberare l’anima inquieta, i rumori e la gioia. Rinascere con Cristo e gridare al miracolo salvati, ingrati e perdonati, adesso come allora, solo e ferito sulla Croce, che ritorna a morire per amore e a salvarci ancora.

TAG: pasqua, Resurrezione
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