Concerto d’inverno dell’Orchestra Sinfonica Santa Croce

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Gradito ritorno nel panorama musicale romano per ‘Orchestra Sinfonica internazionale Santa Croce , che l 23 febbraio si è esibita nel ‘Concerto d’Inverno’ nella basilica che porta il suo nome, nel quartiere Flaminio. Fondata nel 2011 dal musicista di origine iraniana Arman Azemoon e forte di un organico di 45 musicisti provenienti da vari Paesi europei ed extraeuropei, l’orchestra si è distinta negli anni partecipando a concerti e rassegne di rilievo, dall’Estate Romana alla Festa Europea della Musica. Direttore musicale dell’orchestra è il M° Azemoon, direttore artistico Giuseppe Antonio Russo.

Il Concerto d’Inverno presso la Basilica Santa Croce ha visto esibirsi, in tempi diversi, le due “anime” dell’orchestra: i fiati,  dieci elementi (oboi, clarinetti, flauti, corni, euphonium e fagotto), e gli archi,  25 elementi tra violini, viole e violoncelli, più un contrabbasso.

L’orchestra di fiati si è prodotta nella Piccola Sinfonia per Fiati di Franz Schubert. La scelta di allargare l’organico per includere un secondo corno ed un euphonium ha conferito sonorità più calde e profonde alla delicata tessitura schubertiana, caratterizzata da un’nvenzione melodica aggraziata e grande eleganza armonica.

Gli archi hanno offerto una convincente interpretazione dell’Andante cantabile di Cajkovskij, trascrizione per violoncello e orchestra d’archi del movimento centrale del Primo Quartetto op. 11. Questo Andante fu tra i primi brani di Caikovskij a varcare i confini nazionali. Il movimento, si basa sull’alternanza di due temi ed è ispirato ad una canzone popolare ucraina, cantata dal violoncello.

Nel 1874, il grande drammaturgo norvegese Erik Ibsen chiese a Edward Grieg di comporre le musiche per ‘Peer Gynt ‘,  che stava per portare sulla scena. Grieg si mise al lavoro e terminò la partitura per soli, coro e orchestra un anno dopo. L’opera ebbe immediatamente un grandissimo successo anche per il musicista, che decide di ricavare dai 23 pezzi che compongono l’intero lavoro due Suites sinfoniche.

La sola musica composta per il terzo atto è un Andante doloroso intitolato “La morte di Aase”, interpretata dall’Orchestra Santa Croce. Una partitura per soli archi di grande intensità espressiva, che Grieg fosse suonata due volte, come introduzione prima e poi come accompagnamento fuori scena, in pianissimo, alla morte di Aase, la vecchia madre di Peer Gynt.. L’Andante doloroso sottolinea il pianto di Kari e il desolato vagare attraverso la stanza di Peer Gynt.

A differenza della maggior parte delle sinfonie in Do maggiore di Haydn, in quella n. 25 non non sono presenti trombe e timpani. Altra peculiarità rara per le sinfonie di Haydn, non presenta inoltre un movimento lento (Adagio, Allegro molto, Minuetto-Trio e Presto).

Concerto molto applaudito e Basilica piena, bis del terzo movimento della sinfonia di Haydn.