Oms, obesità tra le emergenze della salute nel 2019

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Molti dei problemi denunciati dall’Oms nell’anno che si sta per chiudere sono legati agli stili di vita. Oggi più che mai è doveroso fare attenzione ad una sana alimentazione, una equilibrata attività fisica e soprattutto cercare di vivere lontano da posti inquinati.

Per l’Oms, sul pianeta ormai 2,3 miliardi di persone sono in sovrappeso o obese, il numero dei fumatori scende a un ritmo basso, l’alcol continua a uccidere 3 milioni di persone l’anno e 50 milioni di anziani convivono con una forma di demenza. Una vita sana ed equilibrata fa la differenza, senza ricorrere ai farmaci.

E’ doveroso ricordare qualche studio di quest’anno. Il Cancer Council of Victoria ha seguito 30.500 adulti per periodi fino a 30 anni, studiando l’associazione fra la misurazione dell’indice di massa corporea durante l’età adulta e l’incidenza di cancro legato all’obesità. Secondo lo studio, chi è diventato gradualmente in sovrappeso con l’età ha un rischio maggiore del 30% di contrarre uno o più di 13 tipi di cancro, mentre per chi diventa obeso l’aumento di rischio arriva al 50%.

Sono classificati in sovrappeso gli adulti con un indice di massa corporea oltre 25, e obesi se l’indice è più di 30. I tipi di cancro più strettamente associati all’aumento di peso sono quelli che colpiscono l’esofago, il seno, il fegato, la cistifellea e la tiroide, oltre al cancro al pancreas, alle ovaie, al mieloma multiplo, del cardias gastrico, di cancro endometriale. Secondo il direttore di epidemiologia del Cancer Council Roger Milne, i risultati dello studio si aggiungono a una crescente serie di evidenze sui legami fra dimensioni corporee e cancro.

In Italia, la fotografia scattata dell’Italian Obesity Barometer Report parla da sola: sono 25 milioni, tra adulti e bambini, le persone in sovrappeso o obese nel nostro paese. Sono più uomini che donne, vivono soprattutto in città e nelle regioni del Sud. E, a causa di questa condizione, rischiano più di altri di andare incontro a malattie come diabete, infarto, ictus e tumore. In particolare,il fenomeno interessa, nelle regioni del Sud, un bambino o adolescente su 3. Quanto è importante una alimentazione vegetariana/vegana?

Uno studio della Oxford university pubblicato dalla rivista Pnas, ha calcolato anche i risparmi in termini economici che si otterrebbero: se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni.

Riportiamo una dichiarazione di uno dei più famosi oncologi al mondo, ex docente universitario e anche ex-Ministro della Salute, Umberto Veronesi: “Le proteine animali non servono a niente, servono solo a complicare la vita al nostro fegato e ai nostri reni. Da tenere in conto che i vegetariani vivono in media sette anni in più dei non vegetariani. La carne non serve a niente, se mai, rende tutto più complesso nel nostro metabolismo”.

Ma come, ci hanno sempre detto che per essere forti e muscolosi dovevamo mangiare carne? Veronesi fece l’esempio del toro, animale fortissimo, di notevole stazza muscolare, ma è vegetariano, erbivoro. Quindi mangiando erba tra i campi ha sicuramente trovato le proteine necessarie. Così come l’elefante.

Come riportato dall’Oms, un altro dramma rimane l’uso dell’alcol. Uno studio pubblicato dalla rivista Lancet, secondo cui al 2030 metà della popolazione mondiale consumerà alcol e il 23% lo farà in modo eccessivo almeno una volta al mese. Lo studio dell’università di Dresda, che si basa sui dati dell’Oms e del Global Burden of Diseases, ha calcolato che globalmente il consumo di alcol negli adulti è salito da 5,9 litri l’anno del 1990 a 6,5 litri del 2017, mentre nel 2030 arriverà a 7,6 litri.

A determinare il trend sono soprattutto i paesi ad alto e medio reddito, il cui consumo cresce all’aumentare del tenore di vita. Gli aumenti maggiori nel periodo si sono registrati in India e Vietnam, mentre Russia, Gran Bretagna e Perù hanno mostrato i cali più significativi. Tre percorsi di ricerca’, realizzato nell’ambito delle attività previste dall’Osservatorio permanente Eurispes-Enpam su “Salute, previdenza e legalità”, lo scorso anno, lascia perplessi: l’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina: dal 2008 al 2017 in Italia sono stati 435mila i morti per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad esso dovuti. Non solo.

E’ la sostanza che dà più dipendenza, e si tratta di un fenomeno in ascesa: si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più lontano dai pasti e soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Oltre 6 italiani su 10 mettono l’alcol in relazione alla convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza (63,4%); solo un quarto, al contrario, lo associa a concetti negativi, come la fuga dai problemi, la perdita di controllo e il pericolo (25,6%). Infine, i giovani italiani iniziano a bere presto: oltre la metà dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 e i 14 anni (52,8%), e la maggioranza netta degli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni beve alcolici: oltre la metà lo fa “qualche volta” (51,6%), l’8,2% “spesso”.