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Tensione sulle banche, Grillo incontra Lannutti

| 18 Dicembre 2019 | POLITICA

Tensione sulla commissione bicamerale d’inchiesta sulle banche, slitta la seduta prevista giovedì per l’elezione del presidente. Pressing dal Pd perché il senatore 5Stelle Elio Lannutti rinunci alla candidatura. ‘Non mi sfilo da un bel niente, nessuno mi ha chiesto un passo indietro’, dice Lannutti. Il nome del presidente ‘sarà frutto di un accordo di maggioranza’, precisano fonti del M5s.

Lannutti ha incontrato Beppe Grillo a Roma: con lui Antonio Di Pietro. Al termine dell’incontro Lannutti ha confermato che non intende ritirare la sua candidatura alla presidenza della commissione.
“Io non ho mai voluto denunciare nessun collega, ma ora ho affidato la tutela del mio onore ad Antonio Di Pietro e ad Antonio Tanza, presidente dell’Adusbef”. Così Elio Lannutti rispondendo alle critiche di conflitto di interesse per il fatto che il figlio lavora per la Popolare di Bari. “Cosa significa che mio figlio lavora in banca? Dov’è il conflitto di interesse? Andate a vedere il conflitto di interesse di coloro che hanno fatto i crack e non di uno che lavora onestamente. Vi dovete vergognare! Di Pietro mi difenda anche da questo!”.
“Alla commissione banche io non mi volevo neppure candidare: me lo hanno chiesto, io facevo il tifo per Paragone! Ma poi, con le procedure del M5S, mi hanno scelto. Dunque io sono il candidato del M5S e confermo che non farò nessun passo indietro”. Poi Lannutti aggiunge: “chi spacca non sono io ma chi non voterà la mia persona”.

“Dovrebbe essere Lannutti a ritirarsi dalla candidatura per la presidenza della commissione banche. Mi auguro che abbia la sensibilità di togliere la maggioranza da questo grande, gigantesco imbarazzo”. Lo scrive su twitter Alessia Morani (Pd), sottosegretaria allo Sviluppo economico.

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“Elio Lannutti dice bene: il presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta non è un dittatore, ma si attiene alla maggioranza. E siccome sulla sua auto-candidatura la maggioranza non c’è, agisca di conseguenza”. Lo scrive Enrico Borghi, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera, in un commento sul suo profilo Twitter.

“Penso che Elio Lannutti sia la persona con gli skills maggiormente adeguati per quel ruolo quindi noi insisteremo con Elio Lannutti”. Lo afferma Daniele Pesco, presidente della commissione Bilancio del Senato a radio anch’io su radio Uno in merito all’ipotesi che il senatoreM5s Elio Lannutti possa ricoprire il ruolo di presidente della commissione d’inchiesta sulle banche.

“Io non mi sfilo da un bel niente. E nessuno mi ha chiesto un passo indietro. Di Maio nell’ultima assemblea, a mia precisa domanda, ha risposto: vai avanti”. Il senatore M5s Elio Lannutti, intervistato dalla Stampa, ribadisce di essere il candidato del Movimento alla presidenza della commissione d’inchiesta sulle banche. “Sono la memoria storica di tutti i crac bancari: dal 2001 al 2018 ce ne sono stati per 98 miliardi di euro e 1,6 milioni di risparmiatori”, dice Lannutti. In merito al sostegno di Matteo Salvini, “lo ringrazio perché credo che la nomina debba avvenire con il più ampio consenso possibile. Se Pd e Renzi non mi voteranno saranno loro a spaccare la maggioranza. Se ne assumeranno le responsabilità”. Su Bankitalia, Lannutti auspica il controllo da parte del Parlamento. “In altri Paesi, azionista della banca centrale è il pubblico, non le banche private. Saniamo l’anomalia”, esorta. Quanto al governatore Ignazio Visco, “voglio tranquillizzarlo. Non deve avere paura, se non ha nulla da nascondere”, dichiara Lannutti. “Se ci sono stati tutti questi fallimenti, qualche responsabilità ci sarà o no? Guardo all’attualità: la nomina di Antonio Blandini a commissario della Popolare di Bari. È lo stesso commissario della Banca Tercas il cui salvataggio fu imposto alla Pop.Bari. C’è un approccio un po’ troppo fideistisco su Bankitalia”.

TAG: Antonio Di Pietro, Banche, Beppe Grillo, Lannutti, M5S, politica
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