Range Rover Classic, fascino immortale

362

La Range Rover ha raggiunto il traguardo di 50 anni di età, un risultato che le permette di essere amata anche tra gli appassionati di automobili classiche, presso i quali ha senza dubbio raggiunto lo status di icona.

Quando Spencer King, che lavorava come progettista alla Land Rover, negli Anni 60 si mise  a lavorare

insieme al designer David Bache su quella che sarebbe stata la Range Rover, i  SUV, che oggi  vanno così

per la maggiore, non esistevano ancora. E quella parola era ancora da ‘coniare’. Al massimo si poteva

vedere qualcosa di simile al di là dell’oceano Atlantico, vale a dire Jeep Wagoneer e Chevrolet Suburban.

Nient’altro. Si può dire quindi che in questo caso ha pagato il coraggio di gettare il cuore  oltre l’ostacolo:

così sarebbe nata nel 1970 la Range Rover, un concetto nuovo di 4×4 da  usare tutti i giorni, anche per dei

lunghi viaggi, con molto più comfort rispetto ad un off-road ‘duro e puro’ come la Land.

Nei primi 16 anni di produzione della Range Rover “Classic” l’unico motore disponibile è il  V8 benzina in

alluminio con asse a camme centrale e alimentazione a carburatori di origini Buick/General Motors, con

una cilindrata di 3,5 litri che permette di esprimere una potenza  massima di 135 CV. La trazione integrale

permanente alle quattro ruote, fatto piuttosto insolito per l’epoca, viene ottenuta tramite un cambio manuale

4 marce con ridotte, abbinato al differenziale centrale bloccabile.

Nel 1985 arriva l’alimentazione a iniezione, mentre la cilindrata viene portata a 3,9 litri nel 1989 e a 4,2 litri

nel 1992 per migliorare le prestazioni. Nel frattempo sono stati aggiunti il servosterzo, l’overdrive sulla

quarta marcia, l’opzione del cambio automatico(Chrysler 3 marce nel 1982 e ZF 5 marce nel 1985) e la

trasmissione manuale a 5 marce (1983).

Il 1981 è l’anno delle quattro porte, elemento giudicato essenziale per poter avviare la

commercializzazione negli USA (1987). Grazie alle quattro porte la Range Rover assume ancor più l’aspetto

di una berlina di lusso rialzata, pronta ad accogliere comodamente i passeggeri e ad affrontare anche i

percorsi più difficili.  L’impatto iniziale di una 4×4 che ha il prezzo d’acquisto pari a quello di un’ammiraglia

di lusso viene rapidamente superato dal passaparola degli appassionati che ne elogiano le doti da fuoristrada

inarrestabile e dallo scatenarsi di una moda che porta la Range Rover a invadere le più famose località

turistiche, spesso con VIP e personaggi famosi al volante.

Un cenno a parte meritano la raffinata versione Vogue (1981) in tiratura limitata a soli mille esemplari

venduti con un sovrapprezzo di 800 Sterline, che introduce definitivamente la Range Rover nel mercato

delle automobili di lusso, e soprattutto l’attesissima versione turbodiesel (1986).

Per quest’ultima, dopo una lunga analisi, la Casa inglese decide di affidarsi alla VM Motori di Cento

(Ferrara) che le fornisce un 4 cilindri di 2393 cm3 da 112 cavalli, con camere di scoppio singole, già

sperimentato con successo sulla berlina SD1.

L’adozione del motore a gasolio, come abbiamo detto lungamente atteso e richiesto dai fan” della Range,

rende questo modello accessibile ad una più ampia fascia di pubblico, specialmente in Italia dove i motori a

gasolio di cilindrata inferiore a 2,5 litri godono all’epoca di importanti vantaggi fiscali.

Nel 1992 viene annunciata la nascita della Range Rover a passo lungo (2740 mm invece di

2540, vale a dire 20 cm in più), denominata Vogue LSE e caratterizzata da un motore a benzina

V8 di 4,2 litri da 200 cavalli e 340 Nm di coppia, cambio automatico ZF a quattro rapporti e dettagli

degni di una vera limousine: non a caso diverrà la vettura preferita dalla Regina Madre.

Verrà costruita in poche migliaia di pezzi fino al 1994 e in Italia arriverà in un centinaio di esemplari.