In India si fa sul serio. Il ministro delle Finanze indiano, Nirmala Sitaram, ha annunciato che il Consiglio dei Ministri ha approvato la messa al bando totale delle sigarette elettroniche e dei narghilè che usano lo stessa tecnologia.
Il bando riguarda la produzione, il commercio, l’import e l’export, la vendita, la distribuzione, lo stoccaggio e qualsiasi forma di pubblicità sulle sigarette elettroniche, e verrà reso esecutivo con un decreto legge, che sarà sottoposto al voto del Parlamento nella prossima sessione, quella invernale, che si aprirà a ottobre.
La violazione del divieto sarà sanzionata con pene fino a un anno di prigione, e fino a tre, nel caso di recidiva. Ad oggi la sigaretta elettronica è risultata legata a maggior rischio di malattie cardiovascolari, depressione e ansia: più precisamente, chi le usa ha un rischio del 55% maggiore di infarto, del 30% maggiore di ictus e un rischio doppio di depressione e ansia.
Non a caso ha sottolineare il pericolo, è stato il risultato di un lavoro che ha coinvolto oltre 96 mila persone nel complesso, presentato al 68/imo meeting scientifico dell’American College of Cardiology da Mohinder Vindhyal, della University of Kansas School of Medicine a marzo che spiega: “fino ad ora non si sapeva molto sugli eventi cardiovascolari relativo all’uso di sigarette elettroniche.
Questi dati sono un vero e proprio campanello dall’allarme e dovrebbero stimolare una maggiore consapevolezza nei confronti delle sigarette elettroniche”. “Quando il rischio di attacco di cuore aumenta del 55% tra coloro che usano le sigarette elettroniche rispetto ai non fumatori – afferma Vindhyal – non vorrei che nessuno dei miei pazienti e dei miei familiari le fumasse. Abbiamo anche visto che indipendentemente dalla frequenza d’uso, quotidiana o più sporadica, chi le fuma resta sempre a maggior rischio cardiovascolare”.
Inoltre, durante lo ‘svapo’ delle sigarette elettroniche ai vari gusti, viene creata una nuova sostanza chimica, fino ad oggi non ancora classificata nel dettaglio e che non compare tra gli ingredienti delle e-cig. A scoprirla, qualche mese fa, sono stati gli studiosi della Duke University, che hanno individuato la ‘formazione’ del nuovo composto dai solventi e dei gusti vari, usati nelle e-cig.
Sven Jordt, professore di farmacologia e uno degli autori dello studio pubblicato su “Nicotine and Tobacco Research”, ha osservato: “I consumatori non hanno la più pallida idea a cosa si espongano quando svapano. Anche nel caso in cui sulle e-cig siano scritti i presunti ingredienti. Questo non appare”. “La nuova sostanza chimica identificata – ha spiegato – va ad irritare le terminazioni nervose della gola, crea infiammazione cronica e ciò può portare ad asma e enfisema”.
Le sigarette elettroniche – ricorda lo studio – funzionano riscaldando un liquido chiamato ‘e-juice’, composto di sapori vari, propilene di glicolo, glicerina e spesso nicotina. Tutte ciò viene quindi scaldato e vaporizzato. Proprio nel processo di vaporizzazione si forma il composto chiamato ‘acetale di aldeide PG’. E’ questa la sostanza che raggiunge le vie respiratorie. Ma proprio perchè il composto non è tra gli ingredienti basilari, ma si forma durante la vaporizzazione, non si menziona la sua presenza.