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Il caso Bibbiano si allarga. In Veneto Servizi Sociali nel mirino delle procure

| 3 Settembre 2019 | CRONACA

Dopo aver scoperchiato il vaso di Pandora sulla vicenda degli affidi ‘facili’ in Emilia Romagna di cui ha portato alla luce il caso Bibbiano con la complicità di alcuni centri sociali, assistenti e compiacenti organi istituzionali, anche in Veneto emergono irregolarità.

Ne avevamo anticipato qualcosa in questo articolo precedente http://ilformat.wwwnl1-ss17.a2hosted.com/angeli-e-demoni-viaggio-verso-il-nord/

La vicenda, che oggi riportiamo, ha colpito una famiglia residente a Padova, alla quale secondo una ricostruzione della figlia a tutt’oggi minorenne, poi ritrattata, il Tribunale dei Minori di Venezia ha disposto l’affidamento della stessa presso una struttura fuori dal territorio per evitare i condizionamenti della rete familiare e amicale, che non permettono il raggiungimento degli obbiettivi di autonomia personale psicologica.

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La ragazza che in prima istanza era stata affidata ai servizi sociali del Comune di Padova presso il Centro Servizi Territoriale N.3 – Settore sociale del Comune di Padova di cui avrebbe disposto l’affidamento della minore presso una comunità fuori il territorio di Padova, come si evidenzia dagli atti N.142/2019 protocollato dal Comune di Padova 0106828 del 14/03/2019, veniva affidata presso la comunità d’accoglienza denominata: CODESS SOCIALE SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE – ALICE E’ NELLA CASA con decorrenza accoglienza dal 29/05/2019.

Ebbene al netto delle disposizioni indicate dal Tribunale dei Minori di Venezia, la minore non risulterebbe residente presso la comunità ALICE E’ NELLA CASA anzi, secondo i genitori, la ragazza sarebbe scappata dalla comunità trovando ospitalità presso l’abitazione di una zia, pregiudicata nonché sorella del padre.

A tal proposito la comunità ALICE E’ NELLA CASA non ha ancora attivato nessuna procedura di accertamento in merito alla scomparsa di un’assistita dalla casa d’accoglienza; per giunta anche minorenne. Incomprensibilmente risulta ancor più strano che una sentenza venga violata, alla luce dei fatti, da parte degli organi di controllo i quali dovrebbero essere i garanti della tutela dei minori.

E’ doveroso ricordare che la vicenda in questione fu riportata il 16 luglio scorso da
una nota testata di Padova che scriveva – questo di per sé è allarmante – quanto segue:
“Succede a Padova, ed è un caso che i Servizi sociali del Comune conoscono bene,
così come i carabinieri che venerdì sono intervenuti affidando materialmente la
giovane alla parente. Questa situazione, effettivamente paradossale, è stata
denunciata dal blog Amattanza.it che “analizza i fenomeni legati alla criminalità
organizzata”. http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca

La nota testata che a luglio scrisse, mettendo in evidenza, che la vicenda era
conosciuta ai Servizi sociali affermò che i Carabinieri del N.O.R.M. di Padova, dopo
una serie di “telefonate con il Tribunale dei minori, il giudice di turno, alla fine, diede disposizione dell’affidamento della diciassettenne alla zia “in attesa di ulteriori
disposizioni dai servizi sociali di Padova”. Fatto strano visto che lo stesso
tribunale aveva già scritto in un procedimento che risulta in contrasto con quanto
avvenuto e quanto ancora oggi viene dimostrato a discapito della minore.

Come è possibile che la minorenne affidata presso una struttura scappi e non vengono immediatamente applicate le procedure di ritrovamento? Per giunta, come dichiarano i familiari, perché le autorità competenti non hanno verificato la reale possibilità che la ragazza possa essere ospite presso l’abitazione della zia?

Sperando che la situazione si risolva al più presto possibile, invitiamo i veneti a scriverci su tale argomentazione e capire se questo è un caso isolato oppure no!

TAG: #AffidiIleciti, #Bibbiano, #Padova, affidi, veneto
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