Dal MIT con una nota confermano: blocco pedaggi A24 e A25 fino al 30 novembre 2019

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Gli automobilisti e gli utenti in genere stanno con le dita incrociate. Pare comunque che la strada in salita stavolta sia solo quella che dalla barriera di Roma Est conduce fino al cuore dell’Abruzzo, passando per gli splendidi paesaggi dei Comuni appoggiati su questa importante autostrada. Per ora, infatti, lo spettro degli aumenti delle autostrade A24 e A25 che doveva tornare a settembre, è stato ricacciato indietro, almeno fino al 30 novembre 2019. La conferma arriva in una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il dicastero guidato da Danilo Toninelli ha comunicato recentemente che nell’ambito del confronto tra il Mit, in veste di concedente, e il concessionario Strada dei Parchi circa il rinnovo del Pef e il contestuale Piano per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, è giunto l’accordo per un’ulteriore proroga del blocco degli aumenti dei pedaggi. Poco prima dell’accordo c’era stata la dura presa di posizione dei Sindaci di Lazio e Abruzzo, tornati a chiedere in un comunicato stampa, oltre al blocco degli aumenti dei pedaggi, anche di porre in essere ogni sforzo per garantire la sicurezza dei tratti autostradali e delle strutture annesse. Durante l’ultima seduta del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), tra le altre cose era stato esaminato il nuovo Piano economico e finanziario, messo a punto da Mit e Strada dei Parchi per rimodellare i criteri di gestione delle autostrade A24 e A25. Il Piano, che dovrà superare ora il vaglio delle Istituzioni comunitarie prima di divenire operativo, prevede tra le altre cose la messa in sicurezza definitiva antisismica, grazie allo stanziamento di circa 700 milioni di euro nell’arco di tre anni. Soddisfazione certo, ma il balletto continua. La speranza è che si arrivi presto ad una soluzione definitiva. Nella vicenda che vede più attori interessati, quasi come ciclisti che si tirano la volata in direzioni opposte, ogni decisione deve essere sempre accompagnata dalla classica locuzione “il condizionale è d’obbligo”. Le vicende dell’Esecutivo, ad oggi quanto mai incerte, di sicuro non aiutano alla causa. E così non resta per adesso, dopo aver profuso l’ennesimo sospiro di sollievo, di attendere gli sviluppi nella prossima puntata.