Fermati i due studenti americani. Uno di loro ha confessato l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello

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Uno dei due cittadini americani fermati ieri per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha ammesso le proprie responsabilità affermando di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento, e non un nordafricano come si era ipotizzato in un primo momento. Si tratta della persona con i capelli mesciati apparso in una foto e ripreso da alcune telecamere.

Erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: perciò hanno rubato la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi. Questa la dinamica della vicenda che ha portato all’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, procuratore facente funzioni Michele Prestipino, dall’aggiunto Nunzia D’Elia e dal pm Maria Sabina Calabretta, i due ragazzi americani si erano recati a Trastevere per acquistare sostanze stupefacenti: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati, hanno strappato la borsa allo spacciatore che conteneva il suo telefono cellulare. L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa.

Tra le novità emerse dalle ultime ore, inoltre, sembrerebbe che i due fermati per l’omicidio non siano studenti della John Cabot University. A riferirlo sono fonti investigative.

Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all’orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate risultate poi fatali.

I funerali del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega saranno celebrati lunedì 29 luglio alle 12 a Somma Vesuviana nella chiesa di Santa Croce in via Santa Maria del Pozzo 114, la stessa dove un mese e mezzo fa il carabiniere si era sposato. Lo si apprende dal Comune di Somma Vesuviana.