Arriva il primo pane di grano arricchito con fibre di agrumi

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Ancora una volta sotto il riflettori la sana alimentazione. Arriverà presto sulle tavole il primo pane di grano duro arricchito con fibre di agrumi.

Le fibre alimentari aiutano a mantenersi in salute e contribuiscono a prevenire le malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2 ed è per questo che i ricercatori del CREA (centri di Cerealicoltura e Colture Industriali e di Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) hanno sviluppato un pane “ad alto contenuto di fibre”, arricchito per la prima volta con le fibre contenute nella farina di agrumi.

Tale farina si ottiene dopo numerosi lavaggi ed essiccazione dal pastazzo (buccia, polpa e semi), un sottoprodotto della lavorazione degli agrumi che ancora oggi rappresenta un oneroso rifiuto, con elevati costi di smaltimento e problematiche ambientali, vista la produzione pari a circa 500.000 tonnellate all’anno.

Lo studio, realizzato insieme al Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania, è stato recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Nutrition. Dal punto di vista chimico-fisico, le fibre di agrumi, di differenti tipologie e in diverse percentuali, non hanno avuto alcun impatto sulla conservabilità del pane, sul volume e sul peso, sulla struttura interna e sul pH.

Dal punto di vista sensoriale, i pani arricchiti con fibre di arance rosse e di limone presentano un leggero sapore agrumato, ma qualitativamente risultano simili ai pani che ne sono privi. Inoltre, l’aggiunta di fibre di arance rosse e di limone nella farina di grano duro consente di produrre pane ad alto contenuto di fibre, perché presenta valori superiori ai 6 g per 100 g di prodotto.

A differenza, quindi, di un pane prodotto con uno sfarinato integrale 100% di grano, quello arricchito con le farine di agrumi preserva le caratteristiche fisiche e sensoriali del pane tradizionale, ma con un maggiore valore nutrizionale. L’uso di fibre di agrumi nella panificazione, infine, può essere considerato un’alternativa ecologica per il riutilizzo e la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti della lavorazione degli agrumi.

Per quanto riguarda la prevenzione di malattie cardiovascolari e l’insorgenza del diabete di tipo 2, ricordiamo il quadro allarmante che emerge da uno studio pubblicato su ‘The Lancet Diabetes & Endocrinology’ dal team di Sanjay Basu della Stanford University: la quantità di ormone necessaria per trattare efficacemente il diabete di tipo 2 aumenterà di oltre il 20% in tutto il mondo nei prossimi 12 anni.

Ma, senza interventi mirati, l’insulina nel 2030 resterà fuori portata per circa la metà dei 79 milioni di adulti con diabete di tipo 2 che ne avranno bisogno: in pratica, uno su due resterà senza. Un piccolo esercito di malati ‘orfani’ di cure. I risultati hanno mostrato che in tutto il mondo il numero di adulti con diabete di tipo 2 salirà di oltre un quinto da 406 milioni nel 2018 a 511 milioni nel 2030.

Con oltre la metà dei diabetici concentrata in Cina (130 milioni), India (98 milioni) e Usa (32 milioni). Allo stesso tempo l’utilizzo globale di insulina crescerà da 526 milioni di fiale da 1.000 unità nel 2018 a 634 milioni nel 2030, con picchi in Asia (322 milioni di fiale nel 2030).