Ruby bis, condannati Emilio Fede e Nicole Minetti

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Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Pina Casella, ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione per l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, e a 2 anni e 10 mesi per l’ex consigliera lombarda Nicole Minetti, così come stabilito dall’appello bis nel processo cosiddetto ‘Ruby bis’.

Le accuse sono di favoreggiamento della prostituzione per le serata nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore e del tentativo di induzione, questa ultima accusa riguarda solo Fede. Per il Pg il verdetto ‘bis’ è ‘ineccepibile’.

“Le dichiarazioni di Imane Fadil sono pienamente attendibili e la veridicità delle sue dichiarazioni sulle serate di Arcore sono ampiamente confermate dai riscontri di Chiara Danese e Ambra Battilama e da intercettazioni telefoniche”.

Lo ha detto il pg della Cassazione Pina Casella nella sua requisitoria all’udienza del processo Ruby bis in corso in Cassazione. “Fede le aveva prospettato le serate di Arcore conoscendo le difficoltà economiche della ragazza e le aveva fatto pressioni per farle passare la notte con Berlusconi” ha aggiunto il Pg.

“La mantenuta non fornisce prestazioni sessuali dietro compenso, ma lo fa nell’ambito di un rapporto consolidato e correttamente la Corte d’appello di Milano, nel processo bis, ha qualificato come attività prostitutiva quella che si svolgeva ad Arcore e tanto basta per escludere che le ragazze fossero delle mantenute, dato che al massimo si può parlare di ‘favorite di turno'”.

Lo ha detto il Pg della Cassazione Pina Casella nella sua requisitoria all’udienza del processo Ruby bis in corso in Cassazione. Così il Pg ha respinto la tesi difensiva di Emilio Fede accusato di favoreggiamento della prostituzione e tentativo di induzione.

Ad avviso del Pg, in maniera “congrua” Fede è stato ritenuto “il garante delle serate di Arcore e il punto di riferimento per tutto quanto ruotava attorno al format di queste serate” e la Minetti era la “indispensabile cerniera tra Berlusconi e le ragazze a lui destinate”.