Cure spirituali in ospedale

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Persino nell’era della medicina di precisione, esiste una evidenza rilevante a supporto dell’importanza della spiritualità nell’ambito delle cure. Quello delle ‘target therapy per l’anima’ diventa un servizio strutturato per esempio nei centri della Provincia Lombardo Veneta dei Fatebenefratelli.

Gli esperti delle 9 strutture dell’Ordine, attive in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, lo hanno battezzato ‘Servizio di attenzione spirituale e religiosa’ e spiegano che ce ne sono “pochi” esempi “in Europa”. La scelta dell’Asst Gaetano Pini-Cto di Milano è stata invece quella di portare in corsia e far sedere attorno a un tavolo dalla pastora valdese al monsignore, dal rabbino al monaco buddista, fino all’intellettuale per sensibilizzare il personale sanitario sull’importanza di prendersi cura dei pazienti in rapporto alla religione.

Quello proposto è un corso di formazione che rilascia crediti Ecm, ma aperto a tutta la popolazione. Il tema è l’accompagnamento della persona sofferente e della famiglia. Si chiamano in causa le tre religioni monoteiste e la spiritualità buddista. Appuntamento il 15 aprile, dalle 14 alle 18, e verrà spiegato come prendersi cura dei pazienti a seconda che siano essi cristiani, islamici, di fede ebraica o buddisti.

L’incontro è organizzato dalla Cappellania e dall’Ufficio formazione dell’Asst Pini-Cto e dalle associazioni Ails e Alomar, in collaborazione con il Gruppo Insieme per prenderci cura, nato dall’incontro di realtà sanitarie e religiose, Collegio degli infermieri Ipasvi Milano-Lodi-Monza e Brianza, Biblioteca Ambrosiana, Associazione medica ebraica e Comunità religiosa islamica italiana. “Spesso troviamo nella stessa stanza ammalati e famiglie di religioni diverse che si trovano a convivere per il periodo di degenza nello stesso ambiente – spiega don Simone, cappellano dell’Asst – Trovo per questo importante aiutare il personale sanitario a capire come prendersi cura delle persone nel loro complesso e a imparare a fare da ponte tra le diverse religioni, ciascuna con le proprie specificità e implicazioni anche nella cura delle patologie”.

Quando un paziente è affetto da una malattia terminale subisce una serie di traumi che influiscono sullo stato fisico, emotivo e sulla salute spirituale. In situazioni come queste non sono gli input fisici che aiuteranno il paziente a trovare la pace, ma l’unione a livello spirituale. Per questo è importante nell’assistenza infermieristica stabilire una relazione di aiuto che tenga conto dei bisogni più profondi dell’essere umano, quali il bisogno di riposo, pace, ascolto e dignità. La cura spirituale è elemento fondamentale nel concetto di cura olistica e incentrata sulla persona.

Il Servizio Sanitario Nazionale della Scozia (2009) ha definito la cura spirituale: “Quella cura che riconosce e soddisfa le necessità dell’animo umano in presenza di traumi, malattie o infelicità. Essa può includere il bisogno di senso, di autostima, di espressione, di supporto basato sulla fede, forse di riti, preghiere o sacramenti o semplicemente di un attento ascoltatore.

Le cure spirituali iniziano con l’incoraggiare il contatto umano in una relazioni di compassione, per poi muoversi in qualsiasi direzione che possa essere necessaria”. “Il ruolo del medico – evidenzia Valentino Lembo, direttore sanitario dell’Asst Gaetano Pini-Cto – è quello di prendersi cura della persona sotto ogni aspetto, anche spirituale. Ricevere il giusto conforto, infatti, aiuta i malati e le loro famiglie ad affrontare i percorsi di cura con maggior vigore”.