Il 4 Marzo 2019 è stata trasmessa su Rai 1 la nuova fiction Rai ispirata al primo best-seller internazionale di Umberto Eco pubblicato nel 1980, tradotto in 47 lingue che gli permise di vincere il “Premio Strega” nel 1981.

Una sfida non facile per “Rai Fiction” considerando che  nel 1986 la prima trasposizione  cinematografica dell’opera del semiologo alessandrino fu anch’essa un successo planetario, che arrivò ad incassare ben 77 milioni di dollari.

La serie tv suddivisa in 4 puntate, diretta da Giacomo Battiato per Rai Fiction e Tele München una co-produzione italo- tedesca, venduta in 132 paesi ed è la seconda serie italiana più venduta al mondo dopo “Gomorra”.

Trama

Si narrano le vicende avvenute  nel 1327 all’interno di un Monastero Benedettino sperduto tra le montagne dell’Italia settentrionale. Guglielmo da Baskerville, monaco inglese ed ex inquisitore seguace del filosofo Ruggero Bacone, ha l’incarico di mediare un incontro tra francescani, protetti dall’imperatore Ludovico il Bavaro, e gli emissari del papa di Avignone, Giovanni XXII. Il Monaco inglese si reca all’abbazia accompagnato dal suo discepolo, il novizio benedettino Also Da Melk. Ma durante la loro settimana di permanenza ci saranno strani avvenimenti, sette monaci verranno uccisi in circostanze poco chiare.

I delitti sembrerebbero ruotare intorno alla Biblioteca Monastica che nasconde un oscuro segreto. Su mandato dell’Abbate Abbone, Gugliemo da Baskerville dovrà indagare con l’aiuto del suo allievo,  sull’identità e sul movente del misterioso assassino. Prenderà parte alle indagini anche Bernardo Gui il grande inquisitore dell’ordine domenicano.

I Personaggi principali

Guglielmo da Baskerville, interpretato da John Turturro, Adso da Melk, interpretato da Damian Hardung, Bernardo Gui, interpretato da Rupert Everett, Remigio da Varagine, interpretato e doppiato da Fabrizio Bentivoglio, Alinardo da Grottaferrata, interpretato e doppiato da Roberto Herlitzka. Il più anziano dei monaci e per il suo comportamento considerato da tutti affetto da demenza senile ma si rivela utile alla risoluzione della vicenda.

C’è da sottolineare che in questa mini-serie tv è stata data una grande attenzione ai dettagli, e ai dialoghi e una cura meticolosa anche per i costumi che combinati con un grande cast internazionale hanno fatto in modo di riprodurre in maniera più o meno fedele l’atmosfera di mistero presente nel romanzo di Umberto Eco.

 

La prosa impegnata della tematica storica abbinata ai delitti tipici dei romanzi gialli

l’Italia  medievale e oserei dire l’Europa medievale delle controversie religiose e degli scontri tra Papato e Impero coniugata con una narrazione tipica del  racconto “noir” che la  rende una storia alla  quasi portata di tutti.

Le tematiche affrontate sembrerebbero estremamente attuali. Le conseguenze della sete di sapere, la giustizia sommaria e “ingiusta” della  Santa Inquisizione, gli innovatori che vengono perseguitati perché ritenuti pericolosi dai detentori del potere, gli umili schiacciati dai potenti.

Nulla è cambiato rispetto al Medioevo

“Il bene supremo è poter accedere alla conoscenza, il male supremo è costituito da chi la impedisce, da chi, pensando di essere l’unico portatore (detentore) della verità, impedisce agli altri di poter liberamente conoscere”.

Invece è assurdo pensare che ci sia una testata giornalistica che si chiami “La Verità”, considerando che Gesù Cristo si fece uomo e si mise in cammino per cercarla. E quando Ponzio Pilato gli domando cosa fosse la verità, rimase in silenzio, lasciò la stanza e andò via.