Per gioco, per moda, per noia. Fatto sta, che iniziano a fumare già a 10 anni e nella fascia d’età tra i 13 e 15 anni fuma sigarette tradizionali un ragazzo su cinque, mentre si registra un boom per le sigarette elettroniche utilizzate dal 18%.
Sono alcuni dei dati italiani raccolti nell’ambito del sistema di Sorveglianza Global Youth Tobacco Survey (Gyts), un’indagine che coinvolge 180 Paesi sull’uso del tabacco fra i giovani, promossa dall’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità e che si svolge ogni 4 anni. I dati sono stati presentati ieri nel workshop ‘Risultati dell’Indagine sui Giovani e il Tabacco 2018. Gyts – Global Youth Tobacco Survey’, organizzato dal Ministero della Salute.
L’indagine rivela anche come sia relativamente semplice per i ragazzi acquistare sigarette tradizionali o elettroniche, nonostante viga il divieto di vendita ai minori, e come la scuola non sia ancora percepita – pur essendo il fumo vietato sia all’interno sia all’esterno degli istituti – come un luogo smoke-free.
La terza raccolta dati della Sorveglianza Gyts è stata effettuata in Italia nell’anno scolastico 2017-2018. L’indagine ha coinvolto 33 scuole secondarie di primo grado e 33 scuole secondarie di secondo grado, per un totale di quasi 1700 studenti coinvolti. Al mondo si contano oltre 1 miliardo di fumatori, che fumano circa 6 mila miliardi di sigarette all’anno; quindi, in media, ogni fumatore consuma circa 6.5 kg /anno di tabacco, con consumo medio di 1.600 sigarette l’anno. Dal 1970 il consumo di tabacco è cresciuto del 67%, anche in tutto il Mondo Industrializzato.
Il nuovo obiettivo dei produttori di sigarette rimane il mercato cinese, dove 300 milioni di fumatori consumano 1.880 miliardi di sigarette l’anno. Un fumatore su quattro e’ cinese e il numero dei tabagisti in Cina sta aumentando costantemente. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le sigarette sono la causa del 20% delle morti nei Paesi sviluppati, oltre ad essere causa del 90-95% dei tumori polmonari, l’80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare, il 20-25% degli malanni cardiovascolari.
Ogni anno nel mondo perdono la vita circa 3.000.000 di persona a causa del fumo. Nei prossimi anni si consoliderà il trend nella caduta del consumo di tabacco nei paesi occidentali, cui farà riscontro un notevole aumento della diffusione del fumo nei paesi in via di sviluppo che costituiranno per anni un mercato di enormi proporzioni. Le multinazionali del tabacco si stanno espandendo nei paesi in via di sviluppo e tra le popolazioni più deboli; a dimostrazione di ciò, la pubblicità del fumo, particolarmente attiva in Sud America, Paesi dell’Europa dell’Est.
Per quanto riguarda le sigarette elettroniche, un recentissimo studio, che ha coinvolto oltre 96 mila persone nel complesso, presentato al 68/imo meeting scientifico dell’American College of Cardiology da Mohinder Vindhyal, della University of Kansas School of Medicine, non lascia dubbi: la sigaretta elettronica è risultata legata a maggior rischio di malattie cardiovascolari, depressione e ansia: più precisamente, chi le usa ha un rischio del 55% maggiore di infarto, del 30% maggiore di ictus e un rischio doppio di depressione e ansia.
Inoltre, durante lo ‘svapo’ delle sigarette elettroniche ai vari gusti, viene creata una nuova sostanza chimica, fino ad oggi non ancora classificata nel dettaglio e che non compare tra gli ingredienti delle e-cig. A scoprirla, qualche mese fa, sono stati gli studiosi della Duke university, che hanno individuato la ‘formazione’ del nuovo composto dai solventi e dei gusti vari, usati nelle e-cig. Sven Jordt, professore di farmacologia e uno degli autori dello studio pubblicato su “Nicotine and Tobacco Research”, ha osservato: “I consumatori non hanno la più pallida idea a cosa si espongano quando svapano.
Anche nel caso in cui sulle e-cig siano scritti i presunti ingredienti. Questo non appare”. “La nuova sostanza chimica identificata – ha spiegato – va ad irritare le terminazioni nervose della gola, crea infiammazione cronica e ciò può portare ad asma e enfisema”. Le sigarette elettroniche – ricorda lo studio – funzionano riscaldando un liquido chiamato ‘e-juice’, composto di sapori vari, propilene di glicolo, glicerina e spesso nicotina. Tutte ciò viene quindi scaldato e vaporizzato.
Proprio nel processo di vaporizzazione si forma il composto chiamato ‘acetale di aldeide PG’. E’ questa la sostanza che raggiunge le vie respiratorie. Ma proprio perche’ il composto non è tra gli ingredienti basilari, ma si forma durante la vaporizzazione, non si menziona la sua presenza.