Italia prima per il consumo di frutta e verdura

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Nel bel paese non manca certamente la frutta e la verdura. E’ risaputo dell’ effetto preventivo contro il rischio di contrarre tumori o malattie cardiovascolari. Pare inoltre che i vegetali esercitino un’azione benefica sullo scheletro non solo grazie al contenuto di calcio, ma anche per il loro effetto alcalinizzante. In Italia l’85% della popolazione mangia frutta e l’80% verdura almeno una volta al giorno, tra le percentuali più alte dell’Ue nel consumo quotidiano. E’ quanto emerge da dati Eurostat, secondo cui la quota di nostri connazionali che assumono frutta giornalmente è la più alta in Europa (85% contro media Ue del 64%). L’Italia è prima per il consumo una volta al giorno (45%), e tra i primi per la voce ‘almeno due volte al giorno’ (40%, superata solo dal Portogallo). Quattro italiani su cinque, inoltre, mangiano verdure su base quotidiana, superati solo da irlandesi e belgi, entrambi all’84%. Secondo il sondaggio Eurostat, in Europa nel 2017 circa una persona su quattro (27%) ha mangiato frutta almeno due volte al giorno e una proporzione leggermente più ridotta (23%) ha assunto verdure almeno due volte al giorno, mentre il 36% degli europei non assume frutta e verdura quotidianamente. Ogni tipo di frutta e verdura presenta vantaggi diversi. Mangiare i frutti rossi (lamponi, fragole, ciliegie) è importante perché sono ricchi di tannino. La frutta e la verdura gialla (carote, melone) contengono molti carotenoidi mentre le verdure a foglia verde (insalate, spinaci) apportano una buona quantità di acido folico. Inoltre, giorno dopo giorno si moltiplicano gli studi scientifici, che confermano l’effetto salutare di una dieta vegetariana/vegana. Uno studio recente, pubblicato sul Journal of Internal Medicine, realizzato dall’Università di scienze della vita di Varsavia, dal Karolinska Institutet, dal Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle e dall’Università di Uppsala parla chiaro: chi vuole stare a lungo in salute, può aggiornare la sua lista della spesa aggiungendo porzioni di frutta e verdura, tè, caffè, pane integrale, cereali per la colazione. Addio, invece, ad alimenti che alimentano infiammazioni come carne rossa non lavorata e trasformata, patatine e bevande analcoliche. Inoltre, un altro studio della Oxford university pubblicato dalla rivista Pnas, che ha calcolato anche i risparmi in termini economici che si otterrebbero, parla da solo: se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni. Non tutte le verdure sono “uguali”. Si consiglia sempre dei prodotti biologici certificati. Lavorare la terra con l’agricoltura biologica significa essenzialmente utilizzare una tecnica di coltivazione e un modo di produrre cibo che rispetta i cicli di vita naturali. Si minimizza l’impatto antropogenico il più possbile, in accordo con i seguenti principi: le colture sono ruotate in modo che le risorse in loco vengano utilizzati in modo efficiente; non vengono utilizzati pesticidi chimici, fertilizzanti sintetici, antibiotici e altre sostanze chimiche; gli organismi geneticamente modificati (ogm) sono vietati e il bestiame viene solitamente allevato all’aria aperta e nutrito con foraggio biologico.