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Lavoro, il M5S vorrebbe salari minimi come nel resto d’Europa

| 8 Febbraio 2019 | ECONOMIA

Ultimamente sia Confindustria che i sindacati hanno attaccato il Reddito di Cittadinanza perché sarebbe troppo alto, più alto degli stipendi, e disincentiverebbe al lavoro oppure incrementerebbe ancora di più il lavoro nero. Ovviamente il governo non la pensa allo stesso modo poiché, secondo il M5S, queste organizzazioni non si battono con loro per introdurre il salario minimo legale da assicurare a tutti i lavoratori visto che è già presente in 22 Stati dell’Unione Europea.

Sempre secondo i deputati del M5S in commissione Lavoro alla Camera, dal rapporto di Eurofound, l’agenzia europea per il miglioramento delle politiche sociali e occupazionali, emerge che la retribuzione più alta spetta ai lavoratori del Lussemburgo con 1.998,59 euro, ma i salari minimi elevati esistono anche in Irlanda, Olanda, Belgio e Francia; mentre in Italia, invece, il 12% dei lavoratori prende di meno di quanto previsto dai minimi contrattuali. È per stoppare questo fenomeno e assicurare dignità soprattutto ai lavoratori, i pentastellati hanno depositato in Senato un disegno di legge a firma di Nunzia Catalfo per introdurre anche in Italia il salario minimo orario, già presente in 22 Stati dell’Unione Europea.

Premesso che il costo della vita delle famiglie sia aumentato grazie ad uno scarso interesse da parte dei governi i quali non hanno mai considerato il vertiginoso aumento dei beni primari, costringendo di fatto una famiglia media ad arrancare per arrivare a fine mese, questo processo ha determinato la volontà dei giovani costretti a lasciare il nostro Paese in cerca di un lavoro equamente retribuito impoverendo sempre di più il Paese.

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Fare in modo che nessuno debba per forza emigrare per vedersi riconosciuto il suo lavoro con uno stipendio adeguato, significherebbe rivalutare la soglia stipendiale che non compete più con il costo della vita. In pratica bisognerebbe introdurre una manovra correttiva che non destabilizzi i giovani scegliere tra il reddito di cittadinanza oppure emigrare. Il reddito di cittadinanza, dunque, mostra delle perplessità che al momento non si notano. Il testo va modificato perché potrebbe avere una percussione non tollerabile anche per le sorti dell’economia stessa del Paese; specialmente quando un sussidio di aiuto diventa più cospicuo di una pensione minima, allora c’è da preoccuparsi.

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