Tumori, evitare 6 milioni di casi l’anno

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Numeri da capogiro, che devono far riflettere. Cresce il numero di persone che si ammalano di tumore nel mondo: sono state 18 milioni lo scorso anno e si stima diventeranno oltre 26 milioni entro il 2030. Ma il rischio di una diagnosi può ridursi del 30% grazie ad alimentazione e stili di vita sani, con 6 milioni di malati in meno l’anno. A ricordare al mondo quanto ognuno di noi può fare e’ la Giornata Mondiale Contro il Cancro (World Cancer Day) che si celebra il 4 febbraio all’insegna dello slogan “I am, I Will”, “Io sono, io sarò”.

In Italia, secondo i dati del censimento ufficiale dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom), dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), raccolti nel volume ‘I numeri del cancro in Italia’, sono 373.300 i nuovi casi di tumore stimati nel 2018, in aumento di 4.300 diagnosi rispetto al 2017. La forma più frequente è diventata quella al seno (nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi, mentre erano 51.000 nel 2017), seguita dal cancro del colon retto (51.300, 53.000 nel 2017) che lo scorso anno era il più diagnosticato, e da quello al polmone (41.500, contro 41.800 nel 2017). Quasi 3 milioni e 400 mila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell’intera popolazione: un dato in costante aumento. Ma le percentuali sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi fotografano un Paese spaccato in due.

Al Nord si registrano i tassi migliori, e in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%). Differenze che possono essere spiegate soprattutto con la scarsa adesione in queste aree ai programmi di screening che consentono di individuare la malattia in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte, e con la preoccupante diffusione in queste regioni di fattori di rischio come fumo, sedentarietà ed eccesso di peso. “l’Italia è un’eccellenza nell’ambito della ricerca oncologica anche a livello internazionale: non è un caso che nel nostro Paese si guarisca di più che nel resto d’Europa”: sono infatti oltre 3,3 milioni gli italiani che sono oggi vivi dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore. Molti casi potrebbero però essere proprio evitati, ricorda l’Airc, “se tutti adottassimo abitudini e comportamenti più salutari”.

Ovvero niente fumo, mantenere il giusto peso, fare attività fisica, mangiare molti cereali integrali, vegetali e legumi. E ancora, limitare bevande zuccherate e cibi confezionati, così come carni rosse e lavorate, contenere il consumo di alcool e di integratori antiossidanti, allattare al seno. Per sensibilizzare al ruolo di ognuno in questa battaglia, in occasione del World Cancer Day, sono centinaia le iniziative previste in tutte il mondo. Molte quelle organizzate in Italia, in particolare dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori): dal corso di cucina preventiva alle visite senologiche gratuite, fino a camminate collettive per sensibilizzare sull’importanza dell’attività fisica.