Il Puzzle Europa nella crisi venezuelana

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione nella quale riconosce Guaidò come Presidente Legittimo del Venezuela. Nonostante, per parlare di una posizione dell'Unione Europea servirebbe il consenso unanime degli Stati membri, ma qualcuno di loro appare un po' troppo dalla parte di Maduro...

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Il voto dell’Europaramento ha finito per delineare due blocchi che ci ricordano sempre di più le dinamiche della Guerra Fredda. Il conflitto nato all’interno del Paese si è trasformato in un tema spinoso in tutta la Politica mondiale e, nello specifico, rischia di diventare una polveriera pronta ad esplodere per innescare un confronto aperto tra Washington e l’asse Mosca-Pechino che, volenti o nolenti, si fronteggiano in un altro scenario. Entrambi sono scesi direttamente in campo mobilitando le rispettive alleanze. Da un  lato, Washington ha ottenuto il consenso quasi totale dell’Occidente mentre Mosca e Pechino cercano di allargare gli appoggi a Maduro.

In un conflitto che ha assunto una dimensione internazionale, il puzzle Europa ha giocato un ruolo chiave sin dal 23 gennaio, data del giuramento di Guaidò come Presidente ad Interim del Venezuela. Seppur sbilanciata verso il ripristino della democrazia nel Paese, l’Unione Europea ha deciso di mantenersi cauta e lanciare un appello nel quale esortava Maduro a convocare delle elezioni trasparenti, libere e competitive entro i prossimi Otto giorni altrimenti il Parlamento europeo avrebbe riconosciuto Guaidò come Presidente legittimo del Venezuela.

Subito dopo, il 27 gennaio Maduro ha rigettato l’ultimatum tacciando l’UE come un élite che non rappresenta il volere dei popoli europei e ”tanto meno è tenuta ad opinare su ciò che accade nel Venezuela”. Allo scadere dell’appello, il 31 Gennaio, è stata convocata una seduta del Parlamento Europeo nella quale è stata approvata una risoluzione in riconoscimento di Juan Guaidò come Presidente legittimo del Venezuela. La risoluzione è stata approvata con 439 voti in favore, 104 contro e 88 astenuti.

Il voto dell’Europarlamento arriva mentre la tensione è alle stelle nel Paese sudamericano. Nella risoluzione si chiede ancora una volta che vengano convocate elezioni libere, trasparenti e competitive e si esorta ai Paesi membri a prendere posizione di fronte alla tragica realtà che vive il popolo venezuelano.

Nonostante tutto, la presente risoluzione non è vincolante. Per parlare di una ‘posizione dell’Unione Europea’ di fronte alla vicenda servirebbe un parere consolidato da parte del Consiglio dei Ministri e il consenso dovrebbe essere unanime. Questa ipotesi però, appare molto lontana dal momento in cui, per ragioni poco chiare il governo italiano tende a schierarsi ogni volta dalla parte di Maduro. Un’insistenza che fa destare non pochi sospetti se consideriamo che il dittatore venezuelano è diventato indifendibile agli occhi del Mondo.

A quanto pare, l’Europa è già entrata in gioco, ha scelto il proprio lato della barricata ma non è del tutto coesa. Rimane qualche attore fuori dal concerto. Si tratta di qualche governo che tende a prendere le difese dei regimi autoritari e appare sempre più isolato dell’orbita occidentale.