A svelare le prossime strategie del Governo, ci ha pensato il sottosegretario all’Economia Massimo Gravaglia il quale ha sottolineato che il 2020 sarà l’anno della flat tax per i dipendenti e per le persone fisiche con un obiettivo ambizioso, pluriennale ma concreto che sarà quello di abbassare l’Irpef per tutti e di portare la prima aliquota al 20%.
Ma è la novità della fatturazione elettronica a tenere banco: “Abbiamo scelto di non mettere in difficoltà i contribuenti e gli operatori, per cui in questa prima fase si chiuderà un occhio, anzi due, su errori e ritardi fatti comunque in buona fede”, dice ancora Garavaglia in un approccio che “molto soft”, spiega il sottosegretario nel rivolgersi alla platea di professionisti e operatori collegati da 167 sedi su tutto il territorio nazionale. “Siamo arrivati a 146 miliardi di imponibile e 17 miliardi di Iva”, sottolinea poi il direttore dell’agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore nel tracciare un primo bilancio della fattura elettronica a un mese dal suo debutto.
Maggiore che non ravvisa criticità almeno sotto un profilo tecnologico, evidenzia che la media di invii degli ultimi giorni è di 5 milioni contro gli 800 mila dei primi giorni di gennaio, con picchi fino a 7 milioni. Anche il numero degli scarti si sta lentamente riducendo ed è sceso al 5%. L’andamento giornaliero degli invii è, quindi, crescente. “Siamo arrivati ad oggi – afferma il responsabile delle Entrate – a oltre 100 milioni di fatture, che sono state inviate da un milione e mezzo di operatori su una stima, sulla base dello spesometro di 2 milioni che emetteranno l’e-fattura. Qualche perplessità sul provvedimento però resta, almeno da parte dei commercialisti.
Anche perché, sostiene il presidente del Consiglio Nazionale, Massimo Miani, il peso dei costi di questa innovazione grava solo ed esclusivamente sui professionisti senza aver alcun tipo di beneficio. “Il tema non è solamente fiscale, questo processo – avverte Miani – può mettere veramente in difficoltà le imprese: se non emettono fatture ai fornitori si ritardano gli incassi. Un fenomeno che se troppo esteso rischia di mettere in crisi l’intero sistema”.