Regione Marche, si pensa alle piste ciclabili tra le macerie

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Di solito quando l’Unione Europea stanzia dei fondi per le regioni, il più delle volte nessuno controlla il loro reale destino. Infatti è quello che succede alla Regione Marche alla quale furono stanziati i soldi per il decreto ‘EVENTI SISMICI 2014-2020’, risorse che l’Unione Europea mise a disposizione della Regione Marche per interventi relativi al terremoto. Fin qui nulla da eccepire se non fosse che la giunta abbia deciso di destinare 10 milioni di euro, di quei fondi, alle piste ciclabili delle vallate del Chienti e del Potenza. Bisogna ricordare che non ci riuscirono con i fondi degli sms solidali, grazie a una campagna di indignazione e denuncia portata avanti dai sindaci e dai cittadini nel luglio del 2017.

Il titolo della delibera n.36 della Giunta del 22 gennaio è inequivocabile e non lascia dubbi; ma come è possibile che la Regione non si renda conto dell’assurdità di tale provvedimento? Di fronte a territori che hanno visto distrutte o danneggiate le principali vie di comunicazione; che non hanno visto ancora nemmeno rimosse le macerie dei crolli dei propri comuni; che soffrono di un progressivo e drammatico abbandono dei centri abitati per l’assenza di interventi sulle attività produttive, artigianali, agricole e di ogni forma di sostegno al commercio e alle attività professionali; che non hanno certezze di alcun genere circa tempi e modalità per la ricostruzione; che soffrono di una carenza storica di infrastrutture e di logistica; che assistono a un impoverimento dei presidi di servizi pubblici essenziali a cominciare dalla sanità….

Insomma di fronte a questo orribile catastrofe, non si comprende come si possono destinare risorse alle piste ciclabili considerandole una priorità? Si tratta a dir poco di una utilizzazione assolutamente censurabile a fronte delle vere criticità e del grande impegno del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani che si è battuto, fin dal suo insediamento, per la rinascita di queste splendide terre ed ha ottenuto lo stanziamento di circa 2 miliardi per la gestione di questa emergenza.

Ovviamente siamo alle solite, manca ancora una volta il controllore al fianco degli amministratori e dei cittadini, in ogni sede perché i fondi (sia europei che italiani) vengano davvero destinati ad affrontare l’emergenza ed avviare l’opera di ricostruzione di una terra abbastanza martoriata.