Il seminatore di Jean-François Millet

Un quadro che rappresenta il duro lavoro dei contadini, mostrando la realtà di quell’epoca.

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La storia di questo pittore nasce in un piccolo villaggio chiamato Gruchy che si trovava in Normandia (nel nord della Francia). Ha avuto un’adolescenza normale, frequentando la scuola e imparando principalmente la lingua latina grazie all’aiuto di due sacerdoti. Dopo alcuni anni inizia a conoscere la sua vera vocazione ovvero lo studio per i ritratti, migliorando giorno per giorno le sue abilità. Durante la sua attività ha la possibilità di conoscere altri pittori che hanno il piacere di condividere insieme a lui l’interesse per i paesaggi di campagna, ritratti molto ammirati dalla nobiltà che amava vederli nelle proprie abitazioni. La sua vita cambiò nel 1850 quando dipinse un quadro che rappresentava un contadino a lavoro, un quadro così realistico che lasciò i giudici del Salon di Parigi a bocca aperta. Quest’opera gli cambiò la vita perché molti artisti notarono il grande realismo che sbocciava in quell’opera, anche se non mancarono le critiche negative. Osservando l’opera non si può notare il protagonista: un contadino impegnato a gettare i semi sul campo, vestito con abiti molto semplici.

I raggi di un sole mattutino lo stanno illuminando, permettendoci di riconoscere il colore dei suoi vestiti. Alle sue spalle ci sono dei corvi che stanno volando molto bassi e stanno mangiando tutti i semi che il contadino ha gettato a terra con fatica. Gli uccelli stanno mandando all’aria ore ed ore di stancante lavoro, e questa è soltanto una delle tante difficoltà che i contadini devono affrontare ogni giorno. Si nota che l’ambiente che circonda il protagonista non presenta molti dettaglia: c’è soltanto questo sterminato campo di terra che si estende per moltissimi metri e nella parte alta, a fare da contrasto alla terra c’è un cielo scuro e con un filo di luce. La particolarità di quest’opera è che il pittore si allontana dai canoni comuni di quell’epoca. A lui non importa niente di realizzare quadri con scorci spettacolari ma vuole che ci concentriamo soltanto sul protagonista e nient’altro. Vuole farci capire quanto sia duro il suo lavoro. Questo è stato senza dubbio un lavoro che nessuno si aspettava.