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Atto II: La Francia protesta contro l’aumento del carburante.

| 24 Novembre 2018 | ESTERI

I francesi protestano anche oggi contro l’aumento del prezzo della Benzina. La manifestazione era prevista per le 14.00 al Champ de Mars ma già dal mattino alcuni manifestanti hanno provato ad accedere ai Champs-Elysees scontrandosi contro le forze dell’ordine.

In una giornata battezzata come il “Secondo Atto” dopo le proteste svolte a livello nazionale una settimana fa, gilet gialli continuano a mobilitarsi contro l’aumento del prezzo del carburante.

Dopo un “Primo Atto” segnato dalle proteste della scorsa settimana che hanno lasciato un saldo di due morti e 620 feriti, i manifestanti sembrano non voler accettare la proposta delle autorità di confinare la mobilitazione al Champ de Mars e chiedono inoltre di incontrare direttamente il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron.

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La tensione nei confronti del governo di Macron è scoppiata dopo l’annuncio dell’aumento del prezzo del carburante da parte del Primo Ministro Edouard Philippe, il quale giorni dopo ha provato ha calmierare il malcontento della popolazione proponendo un’insieme di misure destinate a soddisfare in parte le richieste dei Gilet Gialli ma senza compromettere l’aumento della tassa sul carburante. Tali misure, che  costerebbero 500 milioni di euro allo Stato francese, non sono bastate per disinnescare le tensioni.

Dalla prospettiva del governo, l’aumento della tassa sul carburante ha come obiettivo diminuire l’effetto Serra disincentivando l’uso di mezzi convenzionali e promuovendo l’acquisto di mezzi più puliti attraverso il finanziamento dello Stato. Per sostituire il vecchio mezzo di trasporto, ai francesi sarebbe offerta una Prime de conversion di 4000 euro per le famiglie più disagiate ai fini di permettere l’acquisto di una nuova macchina sempre meno inquinante.

Vista dalla prospettiva ambientale, la misura promossa dal governo francese potrebbe rientrare dell’ambito delle riforme necessarie per uno sviluppo sostenibile, ma se tali riforme arrivano in momenti di profonda crisi politica in un governo che risente di un basso indice di popolarità, il rischio è sempre quello di accendere la miccia del malcontento nella popolazione.

Il panorama francese è incerto e, senza fare l’azzardato tentativo di prevedere il finale, possiamo dire tranquillamente che dopo il Secondo Atto arriverà probabilmente il Terzo

TAG: carburante, Francia, gilet gialli, governo, Macron, mobilitazioni, proteste
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