La Rachele di Michelangelo: una scultura immersa nella sacralità

La statua oggi è conservata a Roma e rappresenta al meglio la sacralità espressa dal Michelangelo.

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Michelangelo è senza dubbio uno degli artisti più sorprendenti del 1500. È importante sapere che lo studio delle opere di Michelangelo segnò le generazioni successive, dando vita, con altri modelli, a una scuola che fece arte alla sua maniera e che va sotto il nome di manierismo. Tutte le sue opere si incontrano sul tema della fede e della religione. Una delle sculture più ammirate negli ultimi anni è La “Rachele” che nasconde una storia particolare: quest’opera doveva far parte della complessa decorazione del monumento funebre per Papa Giulio II, ed in una lettera scritta nel 1542 a Paolo III, Michelangelo affermava che aveva quasi del tutto completato il proprio lavoro.

Nonostante l’elevata qualità del lavoro di Michelangelo, a lungo si è ritenuto che questa scultura non fosse stata realizzata dal Buonarroti, ma con la scoperta nel diciannovesimo secolo di importanti documenti, è stato definitivamente affermato il legame dell’artista alla statua di “Rachele”. “Rachele” è stata realizzata completamente incappucciata, con un lungo mantello che la circonda e che forma dei panneggi molto vistosi, quasi a donare un aspetto “bagnato” a tutto l’abito indossato dalla protagonista. Facendo bene attenzione, è possibile notare che lo sguardo di Rachele è rivolto al cielo, con le mani in preghiera.

Il significato di questa scultura si può leggere mettendola in relazione con la già citata “Lia”: quest’ultima, secondo i critici, rappresenta la “Vita attiva”, ovvero la ricerca della salvezza aiutando gli altri; “Rachele” rappresenta invece la “Vita contemplativa”, ossia la ricerca della salvezza ottenibile unicamente attraverso la Fede e la preghiera.