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Il bacio di Francesco Hayez : un’opera immersa nell’amore

| 14 Novembre 2018 | CULTURA

La storia di quest’opera inizia nel periodo del 1815 durante il Congresso di Vienna in cui l’Italia copriva un ruolo marginale nelle decisioni che interessavano l’Europa.  L’opera di Hayez viene realizzata in mezzo a questo periodo molto confuso , ricco di contrasti e ribellioni. Attualmente esistono ben quattro versioni differenti con dipinto il bacio di Hayez, e ciascuna, presenta delle piccole differenze stilistiche che ne permettono la facile distinzione. La versione più celebre tra le immagini di baci di Hayez, venne commissionata dal conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto, il quale, quando ottenne l’opera completa, non se ne distaccò fino all’anno precedente alla sua morte, quando decise di donarla alla Pinacoteca di Brera, dove si trova tutt’ora. Le altre tre versioni con i baci romantici di Hayez, invece, hanno avuto vicende differenti: la seconda, venne dipinta nel 1861, commissionata dalla famiglia Mylius, esposta all’Esposizione Universale a Parigi nel 1867, ed infine, nel 2008, venduta all’asta; la terza versione del disegno bacio, venne donata dallo stesso Hayez alla sorella della sua amante Carolina Zucchi, ed anche questa è esposta, come la prima, alla Pinacoteca di Brera; l’ultima versione del quadro il bacio, invece, ha dei colori leggermente diversi dalle altre rappresentazioni.

Analizzando la scena notiamo come protagonista i due giovani amanti, contestualizzata all’interno di un androne di un grande castello medievale, dove spiccano tre gradini di grandi dimensioni sulla destra della tela. Gran parte dello sfondo del  quadro è occupata da un muro in mattoni che si alterna con una parete più liscia, e spostando lo sguardo più a sinistra, si può notare un piccolo arco gotico, sorretto da una colonna sottile. Il bacio che si scambiano i due protagonisti è al centro della scena, ed attira completamente l’attenzione dello spettatore: l’uomo, trattiene, e contemporaneamente avvicina con le sue mani, il volto della donna al suo, e dall’altra parte, la donna, si lascia coinvolgere dalla passione dell’uomo stringendosi a quest’ultimo, tenendolo per la spalla. Chi osserva quest’opera può notare  la presenza di un terzo individuo nella composizione ovvero l’ombra che si vede nella parte bassa dell’arco sulla sinistra della tela che potrebbe indicare  un nemico del protagonista, o, più semplicemente, una domestica che assisteva segretamente alla scena. La posizione dell’uomo protagonista e la forte passione con cui stringe a se la donna, lascia presupporre che il primo, sia in procinto di andare via e di abbandonare la sua amata.

Stilisticamente, questo quadro, costituisce una delle Hayez opere meglio realizzate: le tonalità utilizzate, sono calde e ben disposte su tutta la tela, facendo si, che l’abbigliamento dei due amanti risalti rispetto a tutto il resto della composizione, dipinta con tonalità neutre ed illuminata da una sorgente di luce esterna alla scena. Allegoricamente, questo lavoro di Hayez, presenta più di un significato, tutti legati fondamentalmente, alla situazione dell’Italia durante il Risorgimento: l’uomo e donna, attraverso l’impeto del loro bacio, secondo una teoria, incarnano l’ardore tipico dei giovani, unito all’amore per la patria e la voglia di riscattare l’orgoglio dell’Italia. L’uomo, i cui vestiti ricordano quelli di un combattente volontario, è in procinto di andarsene, mentre la donna, cerca di trattenere come meglio può, con un abbraccio, il suo amante, consapevole che egli potrebbe andare incontro alla morte. Nelle quattro versioni del bacio di Hayez, i colori variano, e, probabilmente, alludono alla continua mutazione della situazione politica che vedeva protagonista l’Italia.

TAG: Arte, cultura, Romanticismo
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