LYCKA, L’ARTE NORDICA DELLA FELICITA’ 

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La felicità non è “una chimera che l’illusione ci mostra in lontananza”, come diceva Schopenhauer. Per cercarla, bisogna semplicemente orientare la bussola verso nord. È la suggestiva soluzione che Francesca Cosentino offre ai lettori di “Lycka. L’arte nordica della felicità” (Hoepli), presentato a Roma al RED (Read Eat Dream) di Via Tomacelli. Ad un anno dall’inaugurazione, la libreria Feltrinelli nel cuore di Roma continua a rappresentare un punto d’incontro tra cultura, enogastronomia, musica ed eventi vari. Molto più che un semplice spazio nel quale si entra per acquistare un libro, e una cornice ideale per riflettere sull’esempio di felicità offerto da Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia. Perché se le formule per la felicità in questi paesi hanno un nome (lycka in svedese, lykke in norvegese, hygge in danese e kalsarikännit in finlandese), queste parole racchiudono concetti molto più ampi, che spaziano dal benessere ai sentimenti positivi legati alle emozioni, alla moderazione (“è perfetto cosi: né troppo, né troppo poco”), alle esperienze, agli stili di vita, alla fortuna, alla calma e soprattutto alla lentezza.

“Questi quattro paesi – spiega Francesca Cosentino, giornalista e conduttrice del Giornale Radio Rai – hanno saputo trovare l’equilibrio tra progresso e tradizione, innovazione e storia. Sono in evoluzione continua, ma senza fretta”. Lentezza vuol dire qualità della vita e vivere in città sostenibili e a misura d’uomo. Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia sono terre delle opportunità: paesi fieri delle loro identità nazionali, eppure inclusivi, con un forte senso di appartenenza alla comunità. Con lo sguardo diritto al futuro, offrono stili di vita originali, creativi e anticipatori di nuove tendenze, in città effervescenti a misura d’uomo.

Di ognuno di questi paesi, l’autrice offre uno spaccato giornalistico ricco di informazioni e curiosità che spaziano dall’economia alla tecnologia, dall’arte al design, dalla gastronomia all’antropologia. Una lettura interessante in qualsiasi momento, ma senz’altro ideale in vista di un viaggio in una o più delle quattro destinazioni. Ciliegina sulla torta, il libro contiene intense “pennellate” di tipo impressionistico che suscitano nel lettore la voglia di rivivere le suggestioni emotive evocate e ricercarne altre.

Leggendo scopriamo che in Svezia, caso unico al mondo, esiste un Ministero del Futuro che si occupa di questioni economiche, finanziarie e sociali con il compito di anticipare e promuovere idee nuove, visioni e spinte allo sviluppo. Che ad Oslo c’è un quartiere (Barcode) formato da una fila di grattacieli multiuso che ricordano un codice a barre. Che la mitologia cara alle popolazioni nordiche ha rivelato molti elementi sui riti religiosi preistorici, e che il carro solare di Trundholm conservato al National Museet di Copenaghen è riprodotto sulle banconote da mille corone. Che le popolazioni indigene della Lapponia attribuivano all’aurora boreale – conseguenza visiva quasi magica della collisione con l’atmosfera delle particelle elettriche rilasciate dal sole – poteri magici e divinatori.

 “Tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos’è che rende felice la vita, sono avvolti dall’oscurità” diceva Seneca nell’incipit del De vita beata, riassumendo in semplici parole l’alone di mistero che racchiude la formula per una vita felice.

Cerchiamo questa formula sulle piste ciclabili di Oslo e Helsinki. Nei distretti d’autore di Copenaghen. Nel salmone marinato con aneto, sale e zucchero, il gravad lax svedese. Nei qanik, grossi cristalli quasi senza peso che cadono in grande quantità e coprono la terra con uno strato di gelo polverizzato. E senza temere il ‘mal di nord’ che potrebbe coglierci al ritorno da questi paesaggi di struggente bellezza, cerchiamola comunque a nord.