Arrestato sindaco di Riace, lo zero che dà fastidio

Gran brutto risveglio per Riace e il suo sindaco, Domenico Lucano, simbolo dell’accoglienza, di una differente accoglienza che ha permesso sia agli immigrati di trovare un loro spazio ma soprattutto ha dato nuova linfa vitale ad un comune che altrimenti avrebbe perso i propri servizi a causa dei pochissimi cittadini ancora residenti all’interno del comune.

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Gran brutto risveglio per Riace e il suo sindaco, Domenico Lucano, simbolo dell’accoglienza, di una differente accoglienza che ha permesso sia agli immigrati di trovare un loro spazio ma soprattutto ha dato nuova linfa vitale ad un comune che altrimenti avrebbe perso i propri servizi a causa dei pochissimi cittadini ancora residenti all’interno del comune. All’alba, la guardia di finanza per ordine del gip del Tribunale di Locri ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, predisponendo i domiciliari per il sindaco e il divieto di dimora per la sua compagna Tesfahun Lemlem, l’operazione che ha fatto scacco matto è denominata Xenia.

L’accusa è di favoreggiamento della immigrazione clandestina e assegnazione impropria dell’appalto per la raccolta dei rifiuti.

Già in agosto lo scontro tra il sindaco di Riace e il ministro degli interni Salvini era particolarmente acceso, tanto che il Ministro degli Interni ha etichettato uno dei 50 uomini più influenti del mondo come uno zero solo perché questo zero ha dimostrato che l’integrazione è possibile e che, al contrario, serve a ben poco nella società odierna la propaganda di odio, paura e razzismo instillata dal Ministro. In più i tagli e i ritardi nell’erogazione dei fondi hanno portato ad una protesta convogliata nello sciopero della fame dello stesso sindaco. L’operato del sindaco e la modalità d’accoglienza volta all’integrazione di migranti ha un duplice obbiettivo: accoglienza si, ma anche ripopolamento di un’aria abbandonata, dove a causa dello spopolamento, i pochi autoctoni rimasti si sarebbero trovati senza nessun tipo di servizio.

Esempio emblematico è il comune di Ventotene, dove vi è stato il rifiuto all’accoglienza e hanno dovuto chiudere la scuola e ridotto il presidio ospedaliero in quanto la popolazione locale non era sufficientemente densa.

Al fine di poter avere e garantire tutti i servizi necessari alla popolazione vi è bisogno di un numero minimo di residenti all’interno del comune ed è su questo principio che il sindaco di Riace, Mimmo, ha scelto di agire per dare una nuova possibilità a tutti: gli ultimi italiani rimasti non si sono sentiti costretti ad abbandonare la propria terra e hanno aperto nuove attività e gli stranieri hanno trovato un luogo dove vivere collaborando per la valorizzazione del territorio e dei suoi abitanti, ciò che il sindaco chiama “l’utopia della normalità”.
Dopo questa iniziativa, la dimostrazione che una nuova tipologia di accoglienza è possibile, dopo aver ottenuto il premio internazionale Dresda per la pace nel  2017, Domenico Lucano oggi viene arrestato.

Il comune di Riace accoglie immigrati da 18 anni, su circa 1800 abitanti, 500 circa sono immigrati regolari che hanno un’occupazione, hanno partecipato a corsi di lingua e cultura e hanno cercato e ottenuto l’integrazione.

La Procura della Repubblica di Locri fa sapere come questo arresto sia l’epilogo di un lungo periodo di accurate indagini sulla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico. Pare vi sia stata spregiudicatezza nella gestione di questi fondi, mai arrivati in toto e sotto accusa è anche l’appalto per la raccolta dei rifiuti che pare sia stato assegnato tramite mandato e non per bando pubblico, a favore delle associazioni di immigrati che operano in loco.