Siria: tensione tra Stati Uniti e Russia

386

Negli ultimi giorni la tensione tra Stati Uniti e Russia si è pericolosamente alzata a causa dei recenti sviluppi della guerra civile siriana. In questo conflitto la Russia è alleata del governo del presidente Bashar Al-Assad ed è intervenuta militarmente al suo fianco nel 2015 cambiando radicalmente le sorti della guerra in favore di quest’ultimo. Gli Stati Uniti d’altro canto sono ostili al presidente Assad e hanno da sempre approvato la sua destituzione. Per comprendere pienamente il motivo di questa escalation è necessario analizzare brevemente i fatti occorsi in Siria nell’ultima settimana.

Il presunto attacco chimico del regime di Assad su Duma

Tutto è cominciato sabato scorso quando le forze armate siriane avrebbero bombardato Duma usando anche gas tossici causando sessanta morti e oltre mille feriti tra i civili. L’uso di armi chimiche è proibito dalla comunità internazionale. Duma è una città di circa centomila abitanti che si trova alle porte di Damasco, nella regione della Ghouta orientale. Questa regione, che è uno degli ultimi bastioni controllati dai ribelli, è entrata nel mirino delle forze armate siriane che lo scorso febbraio vi hanno scatenato una potente offensiva. L’attacco delle forze governative ha spinto alla ritirata i ribelli ma il gruppo Jaysh al-Islam che controlla Duma ha deciso di resistere. L’esercito siriano ha quindi deciso di bombardare pesantemente la città per annullare la resistenza ribelle. Durante il bombardamento le forze lealiste avrebbero usato gas tossici e i video circolati in rete in cui si vedono civili siriani gravemente feriti o intenti a lavarsi i vestiti per ripulirli dagli agenti chimici hanno scatenato l’indignazione internazionale. Non è chiaro se e in che misura le truppe del regime abbiano usato gas tossici ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità circa cinquecento abitanti di Duma hanno mostrato sintomi da esposizione ad agenti tossici, riporta theguardian.com.

La reazione degli Stati Uniti

Lunedì, durante una dichiarazione stampa precedente all’avvio dei lavori del gabinetto presidenziale, il presidente Trump ha “condannato l’atroce attacco contro gli innocenti civili siriani” condotto utilizzando “armi chimiche bandite” e ha aggiunto che “non si può permettere che cose del genere accadano”. Un “atto barbarico” per cui gli Stati Uniti “prenderanno delle importanti decisioni” nelle prossime quarantotto ore. Di conseguenza, il cacciatorpediniere USS Donald Cook, armato di 60 missili a lunga gittata Tomahawk, ha lasciato il porto di Larnaca, Cipro per dirigersi verso le acque territoriali siriane. Durante il suo viaggio il cacciatorpediniere americano sarebbe stato avvicinato da due caccia russi che volavano a bassa quota ma sia il Pentagono che la Marina militare statunitense hanno negato la notizia. Gli Stati Uniti starebbero quindi valutando un’azione militare contro il regime siriano come ritorsione per il presunto attacco chimico di sabato scorso. Non sarebbe la prima volta che gli Stati Uniti utilizzano questa strategia per colpire Assad: nell’aprile dello scorso anno un cacciatorpediniere americano sparò ben 59 missili Tomahawk contro un aeroporto dell’aviazione siriana come ritorsione per un presunto attacco chimico condotto poco tempo prima dalle forze lealiste.

L’avvertimento della Russia

L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vassily Nebenzia ha avvertito gli Stati Uniti che qualsiasi tipo di azione militare contro il governo siriano “porterebbe a gravi ripercussioni” di cui l’America sarebbe responsabile. Ancora più minacciose sono state le parole di Alexander Zasypkin, ambasciatore russo in Libano, il quale ha affermato che ogni missile lanciato dagli Stati Uniti contro le postazioni del regime siriano verrà abbattuto e i siti di lancio (cioè lo USS Donald Cook in questo caso) verranno distrutti. Zasypkin ha aggiunto che un eventuale azione militare degli Stati Uniti produrrebbe una grave escalation nella guerra civile siriana.

“I missili arriveranno”

Il presidente Trump ha risposto immediatamente alle minacce dei diplomatici russi attraverso un tweet: “la Russia promette di abbattere tutti i missili che saranno sparati contro la Siria. Preparati Russia perché arriveranno” e aggiunge “non dovreste essere alleati con un animale assassino che uccide la sua gente con i gas e ci gode!”. Come se non bastasse, The Wall Street Journal, citando fonti del Pentagono, rivela che un secondo cacciatorpediniere, lo USS Porter, potrebbe unirsi al Donald Cook. È probabile un’azione militare degli Stati Uniti nei prossimi giorni, per cui l’escalation è pericolosissimamente destinata ad aumentare.