Boldrini : la meno amata dagli Italiani

Pacifista e terzomondista, espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo.

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Una famosa pubblicità di qualche anno fa con Lorella Cuccarini recitava “la più amata dagli Italiani“, non è il caso del Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, passerà alla storia come il Presidente meno amato dagli Italiani. Con le sue gesta, i suoi comportamenti, le sue prese di posizione non ha saputo entrare in sintonia con gli Italiani e spesso, quando avrebbe dovuto, non ne ha preso le difese. Già dalla sua elezione alla Presidenza della Camera dei Deputati, il 16 marzo 2013, ha subito manifestato la sua natura di soccorritrice dei rifugiati e dei richiedenti asilo senza mai avere un gesto di uguale portata per gli Italiani in difficoltà.

Il suo curriculum parla chiaro. Laureata in giurisprudenza nel 1985, iscritta all’albo dei giornalisti dal dicembre 1986, dopo una breve esperienza alla RAI in vari programmi televisivi e radiofonici nel 1989 approda all’ONU grazie ad un concorso lavorando per quattro anni alla FAO come addetta stampa, dove si occupa in particolare della produzione video e radio. Poi lavora presso il programma alimentare mondiale (WFP) dal 1993 al 1998 come portavoce e addetta stampa per l’Italia. Dal 1998 al 2012 è portavoce della Rappresentanza per il Sud Europa dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (UNHCR) a Roma , per il quale coordina anche le attività di informazione in Sud Europa, il resto è storia recente con la sua candidatura a deputato nelle votazioni politiche del 2013 presso le file di Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola.

È stata la terza donna eletta come Presidente della Camera dei Deputati, prima di lei Nilde Iotti e Irene Pivetti. Ci si sarebbe aspettato un comportamento consono al ruolo come le precedenti, anche se la scelta della Pivetti, all’inizio della presidenza, è sembrata molto discutibile. Una delle prime uscite piuttosto inusuale, visto il ruolo ricoperto, si è tenuta nel giugno 2013 prendendo parte al Gay Pride nazionale svoltosi a Palermo. Sono iniziate, nello stesso periodo, un susseguirsi di schermaglie con il Movimento 5 Stelle dove la Presidente della Camera definì i pentastellati «eversivi» e «potenziali stupratori» dopo che la pubblicazione di un post sul blog di Beppe Grillo aveva scatenato una serie d’insulti all’indirizzo della stessa Boldrini. Nel settembre 2013 Alessandro di Battista rincarò la dose: «La presidente Boldrini, mi piange il cuore a dirlo, appare sempre più inadeguata, incompetente, nervosa, di parte e arrogante». L’ostruzionismo pentastellato sfociò nella decisione senza precedenti di Boldrini di applicare la tagliola per mettere ai voti il dl Imu-Bankitalia. A Montecitorio si scatenò la gazzarra.

Forse pochi sanno che Laura Boldrini non è solo presidente della Camera dei deputati. Dal 15 giugno 2010 è anche comproprietaria di una chiesetta nelle Marche, nel paesino di Mergo, provincia di Ancona. Quel giorno ne è diventata comproprietaria insieme al fratello Ugo, acquistandola per un prezzo top secret dalle due azioniste precedenti, Margherita Marina e Laura Cenci firmando l’atto davanti al notaio Federica Carbone di Jesi (fonte libero quotidiano). Perché una chiesa anche se non pare essere una assidua frequentatrice non è dato sapere. Nel mese di luglio 2013 Libero scriveva “Laura Boldrini ormai è la paladina di profughi, clandestini…e rom. Adesso la presidente della Camera ha trovato negli zingari un nuovo cavallo di battaglia, al punto da voler dare loro la precedenza per ottenere un alloggio popolare. A contestare la scelta della Boldrini è Davide Fabbri, rappresentante del “Movimento lavoro e rispetto“. Fabbri è una furia contro miss Montecitorio.” Dopo aver intuito l’orientamento della presidente della Camera, Fabbri l’ha denunciata perchè “discrimina gli italiani violando la Costituzione“. Nel dicembre 2013 il Codacons ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti contro il presidente della Camera, Laura Boldrini, per la vicenda del volo di Stato in Sudafrica sul quale ha viaggiato anche il suo compagno in occasione del funerale di Nelson Mandela, ipotizzando spreco di danari pubblici.

E che dire dell’uscita poco edificante di volere far rimuovere l’Obelisco Mussolini al Foro Italico di Roma, la storia non si cancella con queste mosse, non si rimuove il passato cancellando i simboli. Poi anche quando, tra le altre cose, pretende di imporre il suo punto di vista a proposito delle invasioni migratorie che subisce il nostro Paese. In fondo si vede un’attitudine palesemente rivolta a iniziative censorie di immagini ed opinioni su facebook e web o rievocative del fascismo che denotano un modus operandi peggiore di quello che vuole censire. A maggio del 2017 in occasione delle onoranze ai Caduti della RSI al Campo X del Cimitero Monumentale Musocco di Milano il Prof. Augusto Sinagra, docente ordinario di diritto delle comunità europee alla Sapienza di Roma, ha definito Laura Boldrini un corpo estraneo alla democrazia scrivendo una lettera aperta.

L’ultima uscita per la festa del 2 giugno, festa della repubblica, in cui sfilano i corpi militari, ha evidenziato tutti gli imbarazzi ideologici a dispetto del suo ruolo istituzionale. La scelta di eleggere come Presidente della Camera dei Deputati un personaggio come Boldrini, pacifista e terzomondista, espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo, costretta a celebrare l’esercito, ha fatto emergere tutta l’inadeguatezza del personaggio e ci auguriamo che la sua prossima uscita di scena avvenga il più presto possibile restando come monito per le prossime elezioni del nuovo Presidente. La terza carica dello Stato deve rappresentare tutti e in particolare modo “gli Italiani“.